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Le cause e le origini della Seconda Guerra Mondiale: L'armistizio

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Dopo aver inquadrato sotto il profilo storico quelle che secondo chi scrive sono le fondamenta della politica estera inglese, occorre ora definire con un’esattezza maggiore di quanto non facciano raramente i media, le modalità e le conseguenze del Trattato di Versailles, che pose fine alla Prima Guerra Mondiale. Perché è dal desiderio di rivalsa nei confronti di chi aveva imposto ai tedeschi una pace umiliante con l’inganno che nascono le prime ragioni della Seconda Guerra Mondiale.

Prima di tutto parliamo della straordinaria atipicità delle trattative di pace. In una guerra normale, quando uno degli eserciti si ritiene sconfitto, chiede un armistizio per fermare i combattimenti ed intavola trattative di resa. Così non è successo nella Prima Guerra Mondiale: i tedeschi, con il loro esercito ancora su territorio francese e non ancora battuti sul piano militare, accettarono di intavolare trattative per porre fine alla guerra sulla base dei famosi Quattordici Punti di Wilson, il Presidente degli USA.

Ora questi Quattordici Punti erano quanto mai ragionevoli, e soprattutto basati sullo status quo ante: dopo anni di massacri senza una vera ragione apparente, con gravi problemi di rivolte sociali all’interno, il Governo tedesco decise di aprire delle trattative. Naturalmente, una volta che i tedeschi si erano arresi, nel corso delle trattative di pace gli Anglo-Americani si rimangiarono i Quattordici Punti di Wilson per mostrare la loro vera faccia.

Quali erano questi punti che Wilson era andato sbandierando sui giornali di tutto il mondo per fare cessare la guerra? Eccoli, come esposti al Congresso degli Stati Uniti nella seduta in data 8 Gennaio 1918.

1 - Trattative aperte di pace, raggiunte in modo trasparente, dopo le quali non avvengano accordi bilaterali di alcun tipo, con la diplomazia che proceda in modo franco e trasparente.

2 - Assoluta libertà di navigazione sui mari al di fuori delle acque territoriali, sia in pace che in guerra, tranne nel caso che i mari possano essere chiusi in tutto o in parte per una azione decisa in accordi internazionali.

3 - La rimozione, per quanto possibile di tutte le barriere economiche, e lo stabilimento di una eguaglianza nelle condizioni commerciali tra tutte le nazioni che consentono alla pace e si associano per il suo mantenimento.

4 - Garanzie adeguate, date e ricevute, che gli armamenti nazionali saranno ridotti al punto più basso compatibile con la sicurezza interna.

5 - Un libero, aperto ed assolutamente imparziale accordo su tutte le pretese coloniali, basato sul principio di considerare, nella determinazione di queste questioni di sovranità, con eguale peso gli interessi delle popolazioni locali e le pretese ragionevoli dei governi ai quali va riconosciuto il titolo alla sovranità.

6 – L’evacuazione di tutti i territori russi ed accordi su tutte le questioni relative che assicurino la migliore e libera cooperazione di tutte le nazioni, per assicurare alla Russia l’opportunità libera da influenze per la indipendente determinazione del proprio sviluppo politico e della propria politica nazionale, e garantire un sincero benvenuto nella Società delle Libere Nazioni, sotto le istituzioni di propria scelta. Ed oltre il benvenuto assistenza di ogni tipo che sia necessaria o richiesta. Il trattamento accordato alla Russia nei mesi a venire sarà un test per le nazioni sorelle riguardo alla loro buona volontà, alla comprensione dei loro bisogni al di là dei propri interessi, e della loro intelligente e sincera simpatia.

7 - Il Belgio, con l’accordo di tutto il mondo, sia evacuato e restaurato senza alcun limite alla sua sovranità che esso possa usare in comune con tutte le nazioni libere. Nessun altro atto come questo può restaurare la fiducia nelle leggi che le nazioni hanno stabilito per governare le relazioni tra di loro. Senza di questo la stessa struttura e validità delle leggi internazionali saranno danneggiate.

8 - Tutto il territorio francese sarà evacuato, ed il torto fatto alla Francia dalla Prussia nel 1871 con la conquista della Alsazia-Lorena, che ha turbato la pace del mondo per circa cinquanta anni, sarà riparato.

9 - Un aggiustamento delle frontiere dell’Italia sarà effettuato secondo linee riconoscibili di nazionalità.

10 - I popoli dell’Austria-Ungheria il cui posto tra le libere nazioni noi vogliamo assicurato e salvaguardato, riceveranno le più ampie opportunità di sviluppo autonomo.

11 - Romania, Serbia e Montenegro saranno evacuati, alla Serbia sarà concesso un accesso al mare (!!) e le relazioni tra i diversi popoli blcanici saranno mantenute in modo amichevole sulle linee di vicinanza e nazionalità. Sarà concessa una garanzia internazionale di indipendenza politica ed economica e di integrità territoriale ai diversi Stati balcanici.

12 - La regione trca del presente Impero Ottomano avrà assicurata la sovranità. Le altre nazionalità presentemente sotto dominio trco dovranno ricevere una sicurezza di esistenza ed una indisturbata opportunità di sviluppo autonomo, mentre lo stretto dei Dardanelli resteranno aperti in modo permanente al libero passaggio delle navi e dei commerci di ogni nazione, sotto garanzia internazionale.

13 - Uno stato polacco indipendente verrà istituito, che comprenda tutte le popolazioni di indiscutibile nazionalità polacca, con assicurato un sicuro accesso al mare.

14 - Una Società delle Nazioni sarà creata, sotto accordi internazionali, allo scopo di rilasciare mutue garanzie di indipendenza politica ed integrità territoriale a grandi e piccoli stati in eguale misura [1].

Mentre rimandiamo per un commento approfondito in seguito, possiamo già notare alcuni punti di significato:
 Non si parla in alcun modo di riparazioni di guerra.
 E’ già deciso lo smembramento dell’Impero Austro-Ungarico.
 E’ già deciso lo smembramento dell’Impero Ottomano, che causerà guerre e lutti nel Medio Oriente dei quali ad oggi non si vede la fine.
 Si illude la Serbia con la promessa di un accesso al mare, negato fino ad oggi.
 Si rasenta la comica con la precisazione che il sequestro delle colonie tedesche si fa tenendo presenti gli interessi dei popoli dominati.

L’offerta di Wilson lanciava la palla nel campo tedesco, ma in Germania erano in corso sviluppi drammatici. Dopo la fallita offensiva del Luglio 1918, i capi militari tedeschi si andavano convincendo che le loro speranze di vittoria erano meno sicure che in passato, nonostante la resa della Russia sovietica ed il trattato di Brest-Litovsk che metteva la parola fine alla guerra all’Est.

In Ottobre le agitazioni e gli scioperi in Germania provocavano una riforma, con la nascita di una monarchia costituzionale. Il Partito Socialdemocratico, capeggiato da Friedrich Ebert, che aveva assunto responsabilità di governo in sostituzione dell’Imperatore, iniziò dei colloqui di pace con gli Alleati, ma fu sorpreso da una rivoluzione in data 3 Novembre, quando la flotta di Kiel si ammutinò.

Le agitazioni si estesero rapidamente nel paese e provocarono la abdicazione dell’Imperatore il 9 di Novembre, data nel quale fu proclamata la Repubblica: a causa delle agitazioni e degli scontri che rendevano la città di Berlino impraticabile, il Governo si stabilì nella vicina cittadina di Weimar. Il nuovo Governo continuò nei suoi contatti per un Armistizio con gli Alleati, i quali risposero alle aperture tedesche con il seguente memorandum in data 5 Novembre 1918.

‘I Governi alleati hanno considerato con attenzione la corrispondenza recente tra il Presidente degli USA ed il Governo tedesco. Secondo quanto specificato nel seguito essi dichiarano la loro volontà di addivenire alla pace con il Governo tedesco nei termini di pace delineati dal messaggio del Presidente al Congresso del Gennaio 1918 ed i principi enunciati nel seguito. Essi devono puntualizzare comunque che la clausola 2 che si riferisce a ciò che viene usualmente descritta come libertà dei mari è aperta a diverse interpretazioni, alcune delle quali essi non potrebbero accettare.

Essi devono pertanto riservarsi una completa libertà nella definizione di questa materia quando si addivenisse ad una conferenza di pace. Inoltre, nelle condizioni di pace enunciate al Congresso, il Presidente ha dichiarato che i territori invasi dovranno essere evacuati, restituiti e rimessi in ordine: gli Alleati credono che nessun dubbio possa esistere a riguardo delle implicazioni insite in questa richiesta.

Con quanto sopra essi intendono che la Germania debba versare compensazioni per tutti i danni arrecati agli abitanti ed alle loro proprietà per le aggressioni tedesche via terra, mare e cielo’.

Insomma, una volta certi che la Germania non potesse più tirarsi indietro, sia per le sue condizioni interne vicine al crollo che per le speranze di pace suscitate nei popoli di tutte le nazioni coinvolte, gli Alleati cominciano a cambiare le carte in tavola:
 La libertà totale per i traffici marittimi… non è più tale, lo diranno loro come sarà.
 I tedeschi si ritireranno dai territori occupati,ma è chiaro che dovranno pagare delle riparazioni.

Nel seguito dei colloqui gli Alleati presentarono le seguenti richieste:
 L’armistizio entra in effetto sei ore dopo la firma.
 Entro 14 giorni sgombero di Belgio, Francia, Alsazia Lorena; ogni militare che restasse nelle zone menzionate sarà preso prigioniero e internato.
 Consegna di 5.000 cannoni pesanti, 30.000 mitragliatrici, 3.000 mortai, 2.000 aerei.
 Evacuazione della riva sinistra del Reno. Il territorio attorno a Magonza, Coblenza e Colonia occupato per un raggio di 30 miglia.
 Entro 11 giorni una striscia profonda circa 30 km evacuata sulla riva destra del Reno.
 Tutti gli impianti agricoli e ferroviari sulla riva sinistra del Reno saranno lasciati intatti.
 Consegna di 5.000 locomotive, 150.000 vagoni, 10.000 camion.
 Mantenimento delle truppe Alleate di occupazione in Germania.
 Tutte le truppe tedesche all’Est si ritireranno sui confini del 1914.
 Rinuncia ai trattati di Brest-Litovsk e Bucarest.
 Consegna senza condizioni dell’ East Africa (all’epoca colonia tedesca).
 Restituzione dell’oro della Banca del Belgio, dell’oro russo e rumeno.
 Restituzione dei prigionieri di guerra, senza reciprocità.
 Consegna di 160 sommergibili, 8 incrociatori, 6 navi da battaglia. Il resto della flotta sarà messo in disarmo sotto il controllo Alleato in porti neutrali o alleati.
 Assicurazione di libertà di navigazione nello stretto del Kattegat, eliminazione dei campi minati, e occupazione di tutti i forti e batterie che potrebbero impedire il traffico.
 Il blocco navale resta in vigore, tutte le navi tedesche saranno catturate.
 Ogni limitazione tedesca a navi neutrali deve essere eliminata.
 L’armistizio resta in vigore 30 giorni.

Concludiamo questo capitolo con le seguenti osservazioni, che se da un lato mettono in evidenza i particolari caratteri di questo armistizio, dall’altro vanno tenute presenti per la comprensione degli avvenimenti seguenti.

In una guerra normale il vincitore distrugge le capacità di resistenza dell’esercito nemico, ne occupa il territorio e discute le condizioni di pace nella capitale o comunque sul territorio del paese sconfitto. Nel 1918 invece l’esercito tedesco, non battuto, si arrese quando ancora occupava Belgio, Olanda ed una parte del territorio francese, nessun soldato alleato era entrato in territorio tedesco: vedremo nel seguito le ragioni di questa stranezza.

L’armistizio è stato firmato e le conseguenti trattative di pace sono state definite ed accettate non dal Governo imperiale tedesco che aveva dichiarato la guerra, ed aveva sostenuto fino all’ultimo che nelle condizioni esistenti sul terreno avrebbe ancora potuto vincerla, ma dal governo della Repubblica di Weimar capeggiato dallo SPD (Partito Socialdemocratico Tedesco) che aveva preso il potere al momento della abdicazione dell’Imperatore Guglielmo II.

Tra poco si compirà la tragedia di Versailles, e verrà innescata quella concatenazione inarrestabile di avvenimenti che renderanno inevitabile lo scoppio di una nuova guerra a breve termine. La vulgata, la storia ormai consolidata della Prima Guerra Mondiale come ci viene servita dai libri di storia, non menziona più queste due particolari circostanze e parla in termini generali di condizioni irrealistiche per le riparazioni tedesche come quantificate dal Trattato di Versailles.

La tesi che vi esporremo sostiene che non è possibile che le condizioni imposte alla Germania siano il risultato della semplice imbecillità dei governanti europei del tempo, ma che tutto ha avuto una causa ben precisa. Chi scrive ritiene che, a distanza di decine di anni dagli avvenimenti, una prospettiva più lunga, e l’esame di quanto è successo nel corso degli ultimi novanta anni consentano di mettere in evidenza una linea di comportamenti coerenti che si snoda con un percorso logico evidente attraverso la storia.
NOTE.
[1] http://wwi.lib.byu.edu/index.php?title=President_Wilson%27s_Fourteen_Points