ControStoria.it  
L'Italia in guerra - Il comportamento delle truppe
Segnala su: Aggiungi il capitolo su L'Italia in guerra - Il comportamento delle truppe di ControStoria.it a Del.icio.us Aggiungi il capitolo su L'Italia in guerra - Il comportamento delle truppe di ControStoria.it a FaceBook Aggiungi il capitolo su L'Italia in guerra - Il comportamento delle truppe di ControStoria.it a Furl Aggiungi il capitolo su L'Italia in guerra - Il comportamento delle truppe di ControStoria.it a Google Bookmarks Aggiungi il capitolo su L'Italia in guerra - Il comportamento delle truppe di ControStoria.it a Live-MSN Aggiungi il capitolo su L'Italia in guerra - Il comportamento delle truppe di ControStoria.it a Technorati Aggiungi il capitolo su L'Italia in guerra - Il comportamento delle truppe di ControStoria.it a Yahoo My Web
Fra le varie accuse mosse nel dopoguerra dalla Jugoslavia all'Italia (accuse in gran parte strumentalizzate per presentare i successivi massacri e infoibamenti degli italiani come un fenomeno di giustizia popolare) c'è anche quella di avere compiuto violenze e atrocità durante l'occupazione. La pubblicistica slava non esitò in quegli anni a considerare i soldati italiani alla stessa stregua dei tedeschi e degli ustascia. In realtà, il comportamento delle nostre truppe fu molto diverso. Naturalmente, quando la situazione si fece particolarmente accesa, ci furono dei gravi eccessi, ma all'inizio gli stessi fascisti manifestarono orrore per i delitti commessi dai tedeschi e dagli ustascia. 'Spoliazioni, rapine, uccisioni sono all'ordine del giorno' annotava scandalizzato Galeazzo Ciano nel suo diario. Mentre il federale di Trieste, Emilie Grazioli, Commissario per la Slovenia, lamentava il comportamento inumano dei nazisti e i loro cupi soprusi. Da parte loro, i tedeschi accusavano gli alleati italiani di 'evidenti e continue prove di simpatia' nei confronti dei serbi e degli ebrei che venivano protetti dalle persecuzioni degli ustascia e aiutati a trasferirsi coi loro beni nella zona italiana. Anche quando la guerriglia si fece più accesa e si accentuarono gli attacchi contro i nostri soldati (peraltro suddivisi e sparpagliati in una miriade di piccoli presidi spesso indifendibili) molti ufficiali esitarono ad attuare le draconiane misure di rappresaglia che gli Alti comandi avevano adottato a imitazione dei tedeschi. I soldati, d'altra parte, recalcitravano davanti all'idea di trasformarsi in poliziotti. Molti si rifiutavano di eseguire gli ordini; e le pene severe comminate ai sabotatori non venivano nella maggior parte applicate. (da 'L'esodo - La tragedia negata degli italiani d'Istria, Dalmazia e Venezia Giulia', pag.45)