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La strage di Gorla a Milano

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Questo vuole essere un piccolo contributo personale per mantenere vivo il ricordo di quelle giovani vite stroncate la mattina del 20 Ottobre 1944 durante un bombardamento alleato su Milano... questa è la loro storia... questa è la storia de La strage di Gorla a Milano... quello che qui racconteremo è la fine di decine di bambini di una scuola elementare... quello che qui però non troverete scritto è il dolore dei genitori rimasti...

Questa pagina è stata pensata, preparata e scritta nella notte fra il 24 ed il 25 Dicembre 2005, al ritorno dalla commemorazione di Natale delle centinaia di vittime del bombardamento alleato di Gorla a Milano.

Una commemorazione non ufficiale in cui poche decine di cittadini spontaneamente si sono riuniti presso la Piazza Piccoli Martiri nel quartiere di Gorla a Milano, dove è oggi presente un monumento realizzato negli anni '50 per ricordare appunto queste piccole vittime.
Le piccole vittime
Una cerimonia dove non erano presenti le 'autorità', ma dove le persone hanno portato un cero in ricordo di quei bambini ed un regalo per quelli che oggi vivono negli orfanotrofi milanesi.

ControStoria vuole ringraziare il Sig. Armando Savoia, curatore del bel sito www.piccolimartiri.it, per averci concesso il permesso di utilizzare il materiale in suo possesso, assolutamente fondamentale per completare questa pagina.

Vogliamo infine contribuire alla spontanea raccolta di firme per riconoscere come Sacrari naturali, le montagnette di San Siro e del Parco Lambro, create con le macerie insanguinate delle case distrutte dai bombardamenti alleati su Milano... in memoria dei martiri civili della Seconda Guerra Mondiale.

Se vuoi partecipare ed aiutarci a realizzare quanto sopra esposto, puoi scaricare l'apposito modulo, compilarlo con i tuoi dati personali, raccogliere eventualmente altre firme ed inviare il tutto al Sig. Savoia Armando, Via Minturno 9, 20128 Milano oppure al seguente numero di fax 02.2575307.

Clicca sulla seguente icona Documento PDF per scaricare l'apposito modulo.

LA STORIA.

Come nel resto dell'Italia settentrionale, anche a Milano la popolazione cercava di superare gli ultimi mesi di una guerra che aveva messo tutti in ginocchio: il cibo era scarso, mancava la legna per riscaldarsi o per cercare di riparare le case danneggiate dai bombardamenti; in città era elevato il numero di profughi, sbandati e di chi aveva perso tutto. Molti milanesi che negli anni precedenti avevano preso la decisione di lasciare la città per rifugiarsi in Brianza, in Veneto o in Piemonte, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 erano sicuri che la guerra fosse ormai veramente finita, tornarono a vivere a Milano. L'urlo delle sirene di allarme per l'avvicinarsi di formazioni di bombardieri restava però una realtà quasi quotidiana. Infatti, appena i rilevatori si accorgevano dell'arrivo di velivoli nemici sulla regione, veniva suonato il 'piccolo allarme', se poi gli aerei si dirigevano verso un preciso bersaglio nella zona di questo suonava il 'grande allarme'; ovviamente in quel momento tutti i cittadini dovevano essere gia all'interno dei rifugi.

Portarsi nel rifugio spesso non si rivelava una cosa veloce: chi aveva un negozio doveva chiuderlo mettendo al sicuro la merce per prevenire fenomeni di sciacallaggio dovuti alla fame, chi si trovava in casa doveva preparare tutto il necessario (cibo, acqua, coperte) per una permanenza che poteva protrarsi anche per ore, i malati dovevano essere portati nei rifugi a spalla, i bambini piangevano. Ripetere tutte queste operazioni anche per due-tre volte al giorno era diventata una cosa insopportabile, anche perchè gli alleati non colpivano Milano da settimane; fra i cittadini aveva quindi preso piede l'usanza di ignorare il piccolo allarme, proseguendo tranquillamente la propria attività.

Quella mattina il piccolo allarme (come riportato anche dai documenti della Prefettura) suonò alle 11,14, quando gli aerei erano appena entrati nel cielo della Lombardia, quello grande suonò alle 11,24. Le bombe sganciate alle 11,27 toccarono terra alle 11,29. Dal piccolo allarme al momento in cui le bombe esplosero passarono quindi soli 15 minuti, un lasso di tempo troppo breve per lasciare tutto e correre in rifugio per la popolazione adulta, per una scuola frequentata da centinaia di alunni poi, divenne un'impresa impossibile.

A Gorla la scuola elementare Francesco Crispi accoglieva tutti i bambini del quartiere, figli di operai, di artigiani, di impiegati; molti di questi alunni erano stati fatti rientrare dallo sfollamento perchè i genitori erano convinti che ormai 'la guerra era finita'; dato l'alto numero di piccoli che frequentavano la scuola si era resa necessaria l'istituzione del doppio turno. Quella mattina i 200 bambini presenti erano i figli di chi poteva condurre una vita con qualche problema in meno (almeno dal lato economico) rispetto a chi, abitante nelle case della Fondazione Crespi Morbio, era considerato più bisognoso e prima di seguire le lezioni del turno pomeridiano usufruiva della refezione scolastica a carico del Comune. Pochi altri erano assenti per motivi di salute o perchè, vista la bella giornata di sole, avevano deciso di marinare la scuola.

Alle 11,14, quando suonò il piccolo allarme, le maestre cominciarono a preparare gli alunni per scendere nel rifugio, altre cercarono prima di informarsi in direzione se si trattasse del grande allarme e magari, il piccolo non l'avevano sentito. Quando alle 11,24 suonò veramente il grande, la testa del corteo formato dai bambini era già arrivata nel rifugio, altri si trovavano ancora sulle scale; in quegli attimi i bombardieri erano ormai visibili a tutti: nel cielo azzurro tanti piccoli punti argentei dai quali si staccavano altri punti ancora più piccoli. Le bombe avevano iniziato a cadere sul quartiere. A questo punti alcuni bambini scapparono da scuola cercando di raggiungere la propria casa, con il rischio di essere colpiti per strada (come in alcuni casi avvenne). Trovandosi al piano terreno, la quinta del maestro Modena non dovette percorrere le scale, fu quindi l'unica classe che ebbe la possibilità di salvarsi al completo. Per tutti gli altri il destino fu più tragico: una delle 170 bombe lanciate su Gorla si infilò nella tromba delle scale ed esplodendo causò il crollo dell'ala dello stabile e delle scale stesse sulla soletta in muratura che sovrastava il rifugio, trascinando con sè tutti i bambini ed i loro insegnanti nel cumulo di macerie. Anche numerosi genitori che al suono del piccolo allarme erano corsi a scuola per riprendere i propri figli, morirono nel crollo.

Appena finita la sequenza di esplosioni e depositatosi il polverone grigio e soffocante causato dagli scoppi e dai crolli, i cittadini che si trovavano nelle vicinanze della scuola si resero subito conto di quanto era successo, diedero l'allarme ed iniziarono a scavare con badili, picconi o semplicemente con le mani; nonostante i danni interessassero tutta la zona, i soccorsi si concentrarono principalmente sulla scuola dove accorrevano i genitori per cercare di sapere cosa fosse successo ai loro figli.

La Prefettura di Milano venne informata subito e dispose i primi aiuti: in breve arrivarono militari dell' U.N.P.A. (Unione Nazionale Protezione Antiaerea), quelli della G.N.R. (Guardia Nazionale Repubblicana), i Vigili del Fuoco; tra i primi soccorritori vi furono gli operai della ditta Gramegna (molti dei quali erano padri dei bambini) che utilizzarono i badili prelevati dal negozio di ferramenta del sig. Didoni.

Subito fu chiara la dimensione della tragedia, dalle macerie venivano estratti solo corpi senza vita; particolarmente attivo in quelle ore fu un giovane sacerdote, Don Ferdinando Frattino, che con la sua opera contribuì al salvataggio di un buon numero di bambini, ma purtroppo sempre pochi: gli alunni morti quella mattina furono 184, più tutte le maestre, la direttrice ed il personale ausiliario. Quello che accadde negli ultimi minuti della scuola è affidato ai ricordi di chi, in vario modo, riuscì a sopravvivere.

Anche negli stabilimenti che erano bersaglio della missione e che vennero solo parzialmente colpiti si contarono decine di operai morti in quanto non erano riusciti a raggiungere il rifugio in tempo. Interi quartieri vennero quasi totalmente distrutti, tra questi (sempre a Gorla) il complesso edilizio della Fondazione Crespi Morbio dove si contarono molte vittime civili. Quel giorno in tutta Milano i morti che si riuscì a recuperare furono 614, di molti altre persone non si ritrovarono nemmeno i resti perchè vennero a trovarsi nell'immediata vicinanza di un'esplosione restando dilaniati; oltre a questi centinaia di persone rimasero ferite e migliaia senza un tetto.

I funerali si svolsero nella vicina parrocchia di Santa Teresa del Bambino Gesù alla presenza di milanesi venuti da tutta la città a testimoniare il loro dolore; i piccoli vennero tumulati nel cimitero di Greco dal quale vennero poi trasferiti una volta pronto il monumento ossario.

LE FOTOGRAFIE.

Sono riportate alcune delle fotografie reperibili sull'episodio; la scuola prima e dopo il bombardamento americano. Maggiori informazioni sono presenti, come già detto, sul sito www.piccolimartiri.it.
Fotografia 1              Fotografia 2              Fotografia 3

LE VITTIME.

I bambini presenti nella scuola:
 Abbondanti Ernesta di anni 7,
 Alquà Dolores di anni 9,
 Andreoni Edvige di anni 6,
 Andreoni Franco di anni 6,
 Andena Vanda di anni 7,
 Andena Giorgio di anni 9,
 Angiolini Cesarina di anni 10,
 Assandri Marisa di anni 10,
 Avanzi Lucia di anni 8,
 Baccini Luciana di anni 10,
 Bacilieri Giancarlo di anni 11,
 Baldo Bruno di anni 7,
 Baluci Teresa di anni 7,
 Baluci Concetta di anni 9,
 Bandiera Valter di anni 9,
 Beccari Vilma di anni 10,
 Beccari Stefania di anni 8,
 Bellussi Ambrogio di anni 8,
 Benzi Bice di anni 6,
 Beretta Giuseppe di anni 6,
 Bernareggi Tullio di anni 8,
 Bersanetti Loredana di anni 6,
 Bertoleni Vincenzo di anni 7,
 Bertolesi Piera di anni 7,
 Bertoni Valter di anni 9,
 Bianchet Chiara di anni 10,
 Biffi Pierluigi di anni 6,
 Boerchi Silvano di anni 8,
 Bolzoni Gianfranca di anni 6,
 Bombelli Giuseppe di anni 9,
 Bonfiglio Celestina di anni 8,
 Boracchi Vilma di anni 6,
 Borgatti Elena di anni 9,
 Brembati Giovanna Elisabetta di anni 8,
 Bremmi Maria di anni 11,
 Brioschi Paolo di anni 9,
 Brioschi Gianni di anni 6,
 Brivio Giovanna di anni 12,
 Buratti Rosalba di anni 7,
 Cacciatori Ernestina di anni 6,
 Calabrese Loredana di anni 6,
 Caletti Giancarla di anni 6,
 Cauda Rosangela di anni 12,
 Caranzano Margherita di anni 7,
 Carrera Carlo di anni 11,
 Carretta Renata Teresa di anni 9,
 Carretta Luigi di anni 8,
 Carretta Anna di anni 7,
 Casati Giuliano di anni 7,
 Caslini Adriano di anni 10,
 Cassi Giordano di anni 9,
 Cassutti Ida Santina di anni 10,
 Castelli Lorenzo Omobono di anni 6,
 Castellino Claudia di anni 9,
 Castoldi Rolando di anni 7,
 Cattaneo Carlo di anni 5,
 Cavagnoli Giuliana Maria di anni 6,
 Cazzaniga Antonio di anni 9,
 Celio Anna di anni 7,
 Ceruti Giancarlo di anni 7,
 Cinquetti Felice di anni 10,
 Colombani Adriano di anni 9,
 Colombani Rosanna di anni 7,
 Colombo Annamaria di anni 7,
 Colombo Maria di anni 10,
 Compiti Agostina di anni 9,
 Concardi Giancarlo di anni 7,
 Consiglio Riccardo di anni 11,
 Contato Rosalia di anni 6,
 Conti Mirella di anni 10,
 Dalla Dea Marina di anni 9,
 Dalla Dea Vittore Paolo Ambramo di anni 7,
 Dall'Ora Emilia di anni 10,
 Danieli Gianna di anni 10,
 De Conca Luisa di anni 10,
 Didoni Fausta di anni 10,
 Didoni Teresina di anni 11,
 Doneda Giulia di anni 6,
 Dordoni Giancarla di anni 11,
 Falco Franco di anni 6,
 Farina Gaetano di anni 10,
 Farina Mario di anni 6,
 Farinella Giovanna di anni 8,
 Ferrario Luigi di anni 6,
 Ferrè Margherita di anni 8,
 Ferri Natalino di anni 8,
 Ferroni Pierino di anni 7,
 Fontana Oscar di anni 8,
 Fontana Vittoria di anni 10,
 Fossati Adele di anni 6,
 Franchi Dario di anni 7,
 Franzi Angelo di anni 6,
 Frezzati Rosalia di anni 6,
 Fronti Angelo di anni 6,
 Fuzio Ezio di anni 9,
 Gallina Clelia di anni 12,
 Garulli Giovanni di anni 8,
 Gavoldi Antonio di anni 9,
 Ghelfi Pasquale di anni 10,
 Gilardi Silvana di anni 6,
 Giovannini Villiam di anni 7,
 Giuliani Aldo di anni 8,
 Goi Eleonora di anni 11,
 Goretti Edoardo di anni 6,
 Grandi Enrico di anni 7,
 Lamberti Lamberto di anni 9,
 Landini Peppino di anni 8,
 Libanori Giancarlo di anni 6,
 Librizzi Maria di anni 11,
 Lombardi Giuliana di anni 3,
 Maestroni Giuliano di anni 6,
 Maestroni Luigi di anni 12,
 Majo Giuliano di anni 9,
 Majo Santino di anni 7,
 Maroli Ruggiero di anni 8,
 Marzorati Roberto di anni 8,
 Mascheroni Nella di anni 9,
 Masiero Gianfranco di anni 8,
 Massaro Antonio di anni 9,
 Massazza Natale di anni 10,
 Meregalli Mirella di anni 6,
 Meroni Adriano di anni 9,
 Migliorini Maria di anni 9,
 Minguzzi Graziano di anni 10,
 Moccia Carmela di anni 6,
 Modesti Giancarlo di anni 6,
 Moioli Umberto di anni 6,
 Monfrini Bruno di anni 6,
 Moretti Licia di anni 6,
 Mutti Giuseppina di anni 10,
 Nasi Cesarino di anni 8,
 Orlandi Graziella Maddalena di anni 7,
 Paganini Giorgio di anni 6,
 Paglioli Guido di anni 9,
 Pagot Francesca di anni 5,
 Panizza Armida di anni 6,
 Panizza Maria di anni 13,
 Pannaccese Antonio di anni 8,
 Pavan Gualtiero di anni 6,
 Pavanelli Maria Luisa di anni 10,
 Peduzzi Rosa Rachele di anni 8,
 Petrozzi Sergio di anni 7,
 Piazza Mario Adolfo di anni 6,
 Pierin Giuseppe di anni 9,
 Pioltelli Anna di anni 6,
 Pirotta Annunziata Ornella di anni 6,
 Pirovano Adele di anni 6,
 Ponti Abele di anni 6,
 Porro Emilio di anni 6,
 Pozzi Elisa di anni 6,
 Putelli Anna di anni 6,
 Putelli Pierina di anni 7,
 Ravanelli Pierluigi di anni 6,
 Redaelli Franco di anni 9,
 Rellandini Franco di anni 8,
 Restelli Rosanna di anni 6,
 Rho Pierangelo di anni 6,
 Rizzoli Gerardo di anni 6,
 Romandini Maria Gabriella Federica di anni 6,
 Rumi Rinaldo di anni 8,
 Rumi Gabriella di anni 6,
 Ruscelli Marisa di anni 6,
 Sala Maria di anni 7,
 Saletti Giancarla di anni 6,
 Scotti Luigia di anni 10,
 Sironi Ambrogio di anni 7,
 Soncini Antonietta di anni 9,
 Stocchiero Armando di anni 9,
 Stocchiero Rinaldo di anni 6,
 Stranieri Erminia di anni 7,
 Tamiazzo Gianfranco di anni 6,
 Tenca Teresa di anni 8,
 Termine Giannina di anni 7,
 Troyer Giuseppe di anni 12,
 Valli Antonio di anni 7,
 Velati Giuliano di anni 10,
 Velati Maria di anni 7,
 Verderio Ennio di anni 6,
 Vergani Giovanni di anni 12,
 Vicentin Mario di anni 10,
 Viganò Ernestina di anni 7,
 Vigentini Alberto di anni 10,
 Villa Lidia di anni 6,
 Volpin Rina di anni 7,
 Zamboni Andrea Lorenzo di anni 9,
 Zanaboni Lidia di anni 11,
 Zanellati Rosa Maria di anni 6,
 Zeli Italo di anni 7,
 Zucchetti Luigi di anni 8,
 Zucchetti Giovanni di anni 10.

La Direttrice:
 Tagliabue Isabella Ved. Castelnuovo.

I Maestri ed i collaboratori:
 Colombo Bianca,
 Consonni Giulia,
 Consonni Silvio,
 Contreras Aurora in Armani,
 Foicchi Alicia,
 Folli Piera in Merati,
 Gazzina Norma,
 Lissandrini Ester in Benedetti,
 Magnolfi Giovanna in Luzi,
 Nosetto Piera Maddalena,
 Perone Eugenio,
 Pistone Teresa in Pezzotta,
 Pozzoli Luisa,
 Redaelli Maddalena,
 Sangalli Maria Maddalena in Biraghi con la figlia Riccardina di anni 14,
 Valzelli Ida Ved. Fumagalli,
 Vergani Cesare,
 Zacchia Dorotea in Quarantelli,
 Zamboni Sara.

Altri piccoli periti nello stesso bombardamento:
 Ambrosini Marisa Vanda di mesi 16,
 Bacilieri Silvano di anni 2,
 Balladori Annamaria di mesi 15,
 Bazzanella Giancarlo di mesi 18,
 Beccari Lilia di anni 2,
 Birago Silvana Adele di anni 4,
 Bonati Carlo di mesi 12,
 Cavalli Ornella di anni 2,
 Clapes Franca di mesi 12,
 Conte Vittoria di anni 4,
 Franco Domenico di anni 3,
 Galbiati Rosa di anni 3,
 Galbiati Rolando di mesi 11,
 Perego Maria Grazia di mesi 22,
 Sifarelli Biagio di anni 4,
 Sormani Isabella Paola di anni 4,
 Sorravia Alberto Salvatore di anni 5,
 Villa Franca di anni 4.