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La sezione contiene una serie di documenti scaricabili in formato PDF tutti relativi ai contenuti del sito, così appositamente realizzati per consentirne la divulgazione.
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La Recensione di ControStoria.it è qui disponibile per chiunque volesse far conoscere il sito, attraverso il Web o la carta stampata. Il contenuto è liberamente utilizzabile per realizzare articoli o recensioni.
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Il modulo di raccolta delle firme per riconoscere come Sacrari naturali a Milano le montagnette di San Siro e del Parco Lambro, create con le macerie insanguinate delle case distrutte dai bombardamenti alleati. Da inviare al promotore dell'iniziativa, il Sig. Savoia Armando, Via Minturno 9, 20128 Milano oppure al seguente numero di fax 02.2575307.
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Il modulo per la richiesta di Informazioni sui caduti e dispersi da inviare al Commissariato Generale Onoranze Caduti in Guerra - Piazzale Luigi Sturzo 23 - 00144 Roma - Telefono 06/5913632 - Fax 06/5918562.
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Direttamente dalla sezione Documenti, è possibile scaricare l'interessante lavoro di Alessandro Mezzano, ovvero I danni del Fascismo che ci è stato permesso qui di riprodurre ed integrare all'interno del sito e che analizza ed evidenzia l'impressionante mole di opere compiute da Mussolini e dal Fascismo in soli vent'anni di esistenza.
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Direttamente dalla sezione Documenti, è possibile scaricare L'Armistizio fra l'Italia e le forze Alleate: l'8 Settembre 1943 fu resa pubblica a tutto il mondo l'avvenuta firma di tale accordo; riporto per intero i testi delle due versioni passate alla storia con il nome di 'armistizio corto' siglato il 3 Settembre 1943 a Cassabile ed 'armistizio lungo' siglato il 29 Settembre 1943 a Malta.
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Direttamente dalla sezione Documenti, è possibile scaricare La Costituzione della Repubblica Sociale Italiana: per redigere tale documento Mussolini chiamò il suo Ministro dell'Educazione Nazionale Carlo Alberto Biggini, uomo di cui ha assoluta stima. Costui lavorò alacremente e nel giro di 3 settimane consegnò al Duce il testo completo di 142 articoli.
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Direttamente dalla sezione Documenti, è possibile scaricare La Carta del Lavoro: il 21 aprile 1927 nasce uno dei documenti ideologici fondamentali del Fascismo - regime. Si tratta di un solenne documento che esprime l'etica e i principi sociali del Fascismo e riassume tutta la legislazione del lavoro (fondamentale in una logica produttivistico - corporativa) e le realizzazioni sindacali maturatesi.
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Direttamente dalla sezione Documenti, è possibile scaricare Il Primo ed il Secondo Libro del Fascista: pubblicati rispettivamente nel 1937 e nel 1940 i due libri sono strutturati secondo un modello di domande e risposte, per una facile diffusione e comprensione. La pubblicazione, siglata Partito Nazionale Fascista, avvenne a Roma ad opera delle 'Officine Grafiche A.Mondadori' di Verona.
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Direttamente dalla sezione Documenti, è possibile scaricare La relazione dei Servizi della RSI sui partigiani: relativa al periodo che va da Settembre 1943 a Novembre 1944 è un interessante documento, redatto per consentire ai destinatari di comprendere le modalità e le caratteristiche del fenomeno partigiano, la sua consistenza numerica ed i motivi che portarono o meno all'aumento dei suoi componenti.
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Direttamente dalla sezione Documenti, è possibile scaricare Le interviste ai protagonisti di via Rasella: recuperate su Internet, questa serie d'interviste, rilasciate nel 1994 al regista Enzo Cicchino, sono un interessante documento per rivedere e ripensare a quei lontani fatti che portarono alla successiva rappresaglia delle Fosse Ardeatine.
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Direttamente dalla sezione Documenti, è possibile scaricare Le Convenzioni dell'Aja: spesso si parla di regole di guerra e di comportamenti non corretti delle truppe e dei civili durante il conflitto; pertanto riporto qui integralmente ed in italiano le convenzioni che erano vigenti durante la Seconda Guerra Mondiale; risultano essere due interessanti documenti per comprendere il perchè della legittimità di diversi fondamentali episodi, verificatisi durante la guerra civile in Italia.
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Direttamente dalla sezione Documenti, è possibile scaricare La strage di Gorla a Milano: questo vuole essere un piccolo contributo personale per mantenere vivo il ricordo di quelle giovani vite stroncate la mattina del 20 Ottobre 1944 durante un bombardamento alleato su Milano... questa è la loro storia... quello che qui racconteremo è la fine di decine di bambini di una scuola elementare... quello che qui però non troverete scritto è il dolore dei genitori rimasti.
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Direttamente dalla sezione Documenti, è possibile scaricare Il Decreto Legge sulla socializzazione delle imprese: il 12 Febbraio 1944 viene approvato dal Consiglio dei Ministri della Repubblica Sociale Italiana; esso rappresenta il primo concreto passo della nuova repubblica verso una concreta e per ora unica forma di socializzazione, che prevede fra l'altro la statalizzazione di numerose imprese e l'assorbimento dell'I.R.I. e dell'I.M.I.
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Direttamente dalla sezione Documenti, è possibile scaricare La Legge Istitutiva della Camera dei Fasci: nel marzo 1938, dal governo Mussolini, fu varata tale legge, dopo due anni di lavori preparatori; venne votata dalla Camera dei deputati e dal Senato nel gennaio 1939 e attivata nel marzo dello stesso anno. La Camera dei Fasci e delle Corporazioni fu un organo consultivo che sostituì la Camera dei Deputati Italiana dal 1939 al 1943.
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Direttamente dalla sezione Documenti, è possibile scaricare I Patti Lateranensi: l'11 Febbraio 1929 fu firmato, fra lo Stato italiano e la Santa Sede, il famoso Concordato, voluto in particolar modo da Benito Mussolini per sanare il contenzioso aperto ormai da molti anni con il Vaticano; dopo 30 mesi di estenuanti trattative, iniziate appunto nell'Agosto 1929, il Duce riuscì ancora una volta a portare a termine un'impresa ritenuta irrealizzabile.
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Direttamente dalla sezione Documenti, è possibile scaricare La natura giuridica della Repubblica Sociale Italiana: presentiamo qui questo interessante documento dell'Associazione Identità, contenente una serie di considerazioni proprio sulla costituzionalità di quella che fu per davvero la Prima Repubblica Italiana.
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Direttamente dalla sezione Documenti, è possibile scaricare Le Leggi Razziali: sul finire degli anni trenta, Mussolini varò una serie di provvedimenti, alcuni dei quali divennero dei veri e propri regi decreti legge, che limitarono la vita di tutti i giorni dei cittadini di religione ebraica; oggi vengono sempre citate per identificare il Fascimso con il male assoluto.
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Direttamente dalla sezione Documenti, è possibile scaricare La Marcia su Roma: nei mesi di Settembre ed Ottobre 1920 Gabriele D'Annunzio progettò una prima marcia su Roma per togliere il potere ad una classe dirigente meschina ed incompetente che non riesce a dare risposte adeguate al Paese (quante coincidenze con la situazione attuale); il progetto viene scritto e proposto a Mussolini, il quale lo dissuade, visti i tempi non maturi. Riportiamo qui il testo completo.
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Direttamente dalla sezione Documenti, è possibile scaricare La Riforma Gentile: in Italia nel 1923, a livello nazionale, viene varata tale riforma che interessa tutti i gradi della scuola. Gentile, approfittando dei pieni poteri concessi al primo governo Mussolini, provvide in grande fretta ad approvare una serie di leggi che diedero vita ad una riforma complessiva del sistema scolastico nazionale italiano.
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Direttamente dalla sezione Documenti, è possibile scaricare Il Trattato di pace fra l'Italia e le Potenze Alleate: il 10 Febbraio 1947 fu firmato a Parigi il trattato che sancì definitivamente la nostra sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale e che ci equiparò, a tutti gli effetti, senza se e senza ma, allo stesso livello delle altre due nazioni del Patto Tripartito: Germania e Giappone.
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Direttamente dalla sezione Documenti, è possibile scaricare Il Patto d'Acciaio: fu un accordo tra i governi di Italia e Germania, firmato il 22 Maggio 1939 da Galeazzo Ciano e Joachim von Ribbentrop. Tale patto fu un'alleanza in caso di minacce internazionali; di aiuto immediato e supporto militare in caso di guerra; inoltre nessuna delle parti avrebbe potuto firmare la pace senza l'accordo dell'altra.
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Direttamente dalla sezione Documenti, è possibile scaricare Il Testamento politico del Duce: riportiamo qui per intero l'intervista concessa da Mussolini all'allora direttore del Popolo di Alessandria, Gian Gaetano Gabella. Il colloquio avviene fra i due alla Prefettura di Milano il 20 Aprile 1945; siamo ormai agli ultimi giorni di vita della Repubblica Sociale Italiana e di Mussolini stesso.
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Direttamente dalla sezione Documenti, è possibile scaricare L'autopsia effettuata sul corpo di Mussolini: nel verbale di un colloquio fra il professor Aldo Alessiani e il giornalista Bruno Romani, qui proposto, è menzionato il resoconto di tale autopsia, effettuata la mattina del 30 Aprile 1945 presso l'obitorio comunale di Milano da parte del professore Mario Cattabeni.
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Direttamente dalla sezione Documenti, è possibile scaricare L'azione della Massoneria per abbattere Mussolini: riportiamo una serie di documenti che testimoniano quanto preparato dalla massoneria contro il Regime Fascista e di conseguenza per preparare il terreno alla successiva disfatta della forze dell'Asse. Tali documenti sono ad oggi ancora abbastanza sconosciuti e sono stati recuperati dal libro 'Oneri e onori - Le verità militari e politiche della guerra di liberazione in Italia'.
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Direttamente dalla sezione Documenti, è possibile scaricare Il Trattato di Osimo: il 10 Novembre 1975 l'Italia cedette definitivamente la zona B dell'ex Territorio libero di Trieste, ovvero tutta l'Istria nord-occidentale, alla nuova Repubblica Jugoslavia, riconoscendo così quanto impostoci alla fine della Seconda Guerra Mondiale. In tal modo e grazie all'allora vigente governo, l'Italia abbandonò definitivamente qualsiasi rivendicazione verso quelle terre che furono storicamente e da sempre le nostre terre.
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Direttamente dalla sezione Documenti, è possibile scaricare La Prima Convenzione di Ginevra: dall'8 Agosto 1864 al 22 Agosto 1864 si tiene questo primo incontro, promosso ed istituito dallo stato svizzero per regolamentare la protezione da assicurare al personale ed alle strutture destinate alla cura dei feriti; a tale conferenza parteciparono 11 governi europei e gli Stati Uniti.
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Direttamente dalla sezione Documenti, è possibile scaricare Il carteggio Churchill-Mussolini: per la prima volta riproduciamo fedelmente un articolo trovato su Internet, realizzato da Alberto Bertotto. Tanto si è detto sull'argomento e sicuramente ancora tanto c'è da dire, e l'autore introduce degli spunti di riflessione senza dubbio di notevole interesse che vale certamente la pena di evidenziare.
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Direttamente dalla sezione Documenti, è possibile scaricare La Seconda Convenzione di Ginevra: contemporaneamente alla stesura della Prima, viene introdotta anche la Seconda, riferita in particolare al miglioramento delle condizioni dei feriti, dei malati e dei naufraghi delle forze armate sul mare. Insieme alla precedente costituisce una parte del corpo giuridico di diritto internazionale, noto anche sotto i nomi di diritto di Ginevra, diritto delle vittime di guerra e diritto internazionale umanitario.
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Direttamente dalla sezione Documenti, è possibile scaricare Il mito della Seconda Guerra Mondiale: riportiamo ancora una volta un interessante articolo presente su Internet di Mark Weber sulla Seconda Guerra Mondiale rappresentata come 'guerra buona'; un'analisi completa e quanto mai attuale sulla bontà dell'intervento degli Stati Uniti contro le forze dell'Asse, per ristabilire l'ordine mondiale a fianco delle 'democrazie' britanniche e sovietiche.
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Direttamente dalla sezione Documenti, è possibile scaricare Il potenziamento delle Forze Armate nel 1943: tratto da uno degli innumerevoli allegati dell'interessante libro 'Perchè perdemmo la guerra' del generale Carlo Favagrossa, Commissario Generale per le fabbricazioni di guerra durante la Seconda Guerra Mondiale, riportiamo qui il verbale completo della riunione tenuta il 29 Gennaio 1943 a Palazzo Venezia presso l'ufficio di Mussolini.
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Direttamente dalla sezione Documenti, è possibile scaricare Il processo D'Onofrio: fu intentato proprio dal D'Onofrio, uno dei maggiori dirigenti del partito comunista italiano, nei confronti di alcuni reduci dell'A.R.M.I.R. - Armata Italiana in Russia, per il numero unico 'Russia', pubblicato dagli stessi, nel quale il 'compagno' D'Onofrio veniva accusato pubblicamente di aver interrogato, maltrattato, minacciato i nostri soldati prigionieri in Unione Sovietica.
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Dal capitolo Il comunismo - I cittadini sovietici nei gulag: queste testimonianze si riferiscono ai campi di lavoro forzato nei quali erano reclusi i cittadini sovietici e sono state recepite dall'Organizzazione delle N.U. sul finire degli anni Quaranta. I prigionieri venivano picchiati sul lavoro e nei dormitori, picchiati con i pugni, con bastoni, e con i calci dei fucili [...] ogni tanto le guardie uccidevano dei prigionieri...
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Dal capitolo Il comunismo - I comunisti italiani: Togliatti (divenuto segretario del partito) riparò a Mosca con 300 comunisti italiani alloggiando all'Hotel Lux. Partecipò alla guerra civile spagnola e, ritornato a Mosca, riprese il suo posto di segretario della III Internazionale, che occupava dal 1935, fino allo scioglimento della stessa (maggio 1943). In questa autorevole veste egli visse il periodo delle purghe staliniane, nel quale oltre 200 suoi compagni italiani...
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Dal capitolo Il comunismo - Il regime sovietico: l'accusa primaria che si ripeteva, allucinante, per tutto il territorio sovietico era quella di trotzkismo, con la quale si compendiava un'infinita gamma di reati. Per la polizia segreta trotzkismo significava tutte le specie di attività controrivoluzionarie immaginabili, per esempio l'esser andati tardi al lavoro poteva comportare l'accusa di trotzkismo, e anche l'aver parlato con estranei rientrava in quest'accusa...
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Dal capitolo Il comunismo - L'anticomunismo sovietico: i tedeschi vennero accolti dalle popolazioni spesso come liberatori e molti soldati sovietici o si arresero senza combattere o si presentarono all'invasore nella speranza di poter partecipare... alla liberazione della propria terra dal tiranno rosso. […] Oltre ai russi vi furono estoni (una divisione), lettoni (due divisioni), galiziani (una divisione), come pure turcomanni, cosacchi, tartari, caucasici, eccetera...
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Dal capitolo Il comunismo - La guerra di Spagna: questa involuzione all'interno del fronte repubblicano sollevò critiche e proteste legittime fra i combattenti non comunisti, ma Stalin non esitò a trasferire in Spagna il sistema delle 'purghe' già esperimentato in URSS per liquidare i cosiddetti 'nemici del popolo'. A indicare chi fossero questi 'nemici' aveva poi provveduto lo stesso segretario comunista spagnolo José Diaz...
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Dal capitolo Il Fascismo - Gli anni del consenso: il Duce ebbe in quegli anni realmente un enorme consenso popolare; tributo che veniva pagato più a lui personalmente che non al regime, sebbene per quel che si ha modo di giudicare, la maggior parte della gente fosse anche indubbiamente favorevole al fascismo...
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Dal capitolo Il Fascismo - I collaboratori del Duce: incomincia allora la corsa a ingraziarsi i futuri alleati, a proporsi come l'amico indispensabile per i prossimi assetti. Badoglio è il più svelto. Vive da pensionato di lusso […] Sente che la rovina di Mussolini è nell'aria, ritiene di poter ancora recitare una parte in commedia e muore dalla voglia di farla all'unico politico che l'abbia inchiodato alle sue responsabilità...
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Dal capitolo Il Fascismo - Il carteggio segreto di Mussolini: mentre infuriava la battaglia, erano in molti a cercare Mussolini, tra cui l'OSS americano, le forze speciali britanniche e numerosi agenti segreti. Fu una ricerca coordinata e, se lo fu, da chi fu voluta? Si sapeva che Mussolini portava con sé molte carte che sarebbero risultate assai imbarazzanti se avessero visto la luce del giorno...
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Dal capitolo Il Fascismo - Il colonialismo: il maresciallo Balbo, governatore della Libia dal 1933 al 1940, affrontò questo problema con la consueta vivacità d'iniziative, e non senza un certo senso umanitario. Ampliò la superficie del territorio nazionalizzato sino ad 1.250.000 acri, e in cambio si adoperò attivamente a migliorare le condizioni materiali della popolazione locale creando servizi scolastici e sanitari...
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Dal capitolo Il Fascismo - Benito Mussolini: personalmente Mussolini non trasse dal potere alcun illecito profitto, né si può dire che, nel complesso, i suoi familiari e parenti si distaccarono notevolmente da questa norma di vita. Su questo terreno i Mussolini non diedero certo adito a scandali e a pettegolezzi quali, invece, suscitarono numerosi gerarchi fascisti...
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Dal capitolo Il Fascismo - Ebrei ed antisemitismo: […] le autorità militari mantennero per quanto possibile un contegno corretto. Infatti, mentre i tedeschi incoraggiavano l'azione degli ustascia contro serbi, ebrei e musulmani, gli italiani non riuscivano a rimanere indifferenti di fronte alle loro atrocità. Ancora nel luglio del 1941, l'ambasciatore italiano a Zagabria, Antonio Casertano, informava Mussolini...
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Dal capitolo L'Italia in guerra - Verso la guerra: quando disse ch'era rimasto l'unico pacifista, Mussolini celiava; ma aveva completamente ragione nel percepire nell'opinione pubblica un enorme spostamento verso la convinzione che la Germania era prossima a vincere, e che l'Italia avrebbe fatto bene a schierarsi al suo fianco senza indugi...
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Dal capitolo L'Italia in guerra - Atti di sabotaggio: il mancato arrivo di nuove truppe, di armi, di munizioni, di approvvigionamenti - che pure esistevano: basta dare un'occhiata ai numeri delle requisizioni effettuate dai tedeschi dopo l'8 settembre - venne interpretato come l'evidente dimostrazione che ormai i giochi erano fatti...
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Dal capitolo L'Italia in guerra - Le ambiguità delle Forze Armate: l'11 giugno segna il destino di Pantelleria. Fra le 11 e le 11,40 una potente formazione navale alleata bombarda i principali obiettivi dal mare, mentre dal cielo un centinaio di Fortezze volanti sganciano il loro carico micidiale. L'isola era ormai coperta da alte cortine di fumo nero. Un vero inferno...
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Dal capitolo L'Italia in guerra - Il comportamento delle truppe: fra le varie accuse mosse nel dopoguerra dalla Jugoslavia all'Italia (accuse in gran parte strumentalizzate per presentare i successivi massacri e infoibamenti degli italiani come un fenomeno di giustizia popolare) c'è anche quella di avere compiuto violenze e atrocità durante l'occupazione. La pubblicistica slava non esitò in quegli anni a considerare i soldati italiani alla stessa stregua dei tedeschi e degli ustascia...
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Dal capitolo L'Italia in guerra - Durante il conflitto: il colonnello Primaverile comandava a Scicli il 123° reggimento. A sera inoltrata ricevette una telefonata: uno sconosciuto, chiamandolo 'colonnello Primaverillo', gli intimò di arrendersi visto che il reggimento era accerchiato. Superato lo stupore - gli inglesi e soprattutto gli americani conoscevano nome, cognome e grado di tutti gli ufficiali italiani da maggiore in su - il colonnello organizzò la resistenza...
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Dal capitolo 8 Settembre 1943 - Le oscure manovre di casa Savoia: era la prima volta che li vedevo. Il Rahn affrontò subito il tema del tradimento perpetrato con diabolico machiavellismo dal Badoglio. Recatosi nella stessa giornata dell'8 dal Re e dal Maresciallo capo del governo per presentare le credenziali, aveva avuto dall'uno e dall'altro le più ampie assicurazioni che l'Italia, tenendo fede al patto d'alleanza, avrebbe continuata la guerra a fianco della Germania, così come Badoglio aveva annunziato alla radio il 25 luglio...
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Dal capitolo 8 Settembre 1943 - Le conseguenze: circa 180.000 militari (tra cui, com'era prevedibile, 130.000 militi della MVSN) rifiutarono l'armistizio e decisero di proseguire la guerra contro coloro che non giudicavano dei liberatori...
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Dal capitolo 8 Settembre 1943 - Le reazioni all'estero: il disprezzo dei vincitori per il nemico che aveva tradito il proprio alleato arrendendosi vergognosamente, si manifestò perfino in un neologismo coniato proprio dagli anglo-americani, il verbo 'to badogliate' che significa appunto 'tradire senza costrutto'...
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Dal capitolo 8 Settembre 1943 - Le reazioni in Italia: Altrettanto tragico il caso del colonnello Rabbi della divisione Ariete, che dichiarò di non sentirsela di combattere i tedeschi e si uccise. Il medesimo disagio di riconoscere nell'italiano un nemico lo provarono anche molti tedeschi: non dimentichiamo, infatti, che diversi soldati germanici, la sera dell'8 settembre, si unirono agli italiani in festa per esultare con loro sulla 'fine della guerra'...
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Dal capitolo Guerra civile in Italia - La RSI e la popolazione: 'il tentativo di pacificazione è generale' scrive Giorgio Bocca storico antifascista, resistente, partigiano di Giustizia e Libertà, 'a Padova il ministro della istruzione, Carlo Alberto Biggini, mantiene nella carica di rettore dell'università Concetto Marchesi...
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Dal capitolo Guerra civile in Italia - Le Forze Armate della RSI: numerose testimonianze di uomini appartenenti all'una e all'altra parte, rese anche in sede giudiziaria, confermano il contributo essenziale dato da Borghese alla salvezza del porto di Genova. Tra queste, la deposizione giurata, fatta in tribunale il 17 dicembre 1948, da Vito Pavano, ufficiale del SIM del Regno del Sud presso il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia...
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Dal capitolo Guerra civile in Italia - Il movimento partigiano: erano questi i sentimenti che animavano quei giovani cresciuti all'ombra del suo mito, espressi in modo così appassionato, ancora nel giugno '42, da uno di essi, Davide Lajolo, ufficiale delle Camicie Nere, volontario nelle guerre d'Etiopia, di Spagna e nell'ultima, decorato al valore, autore di romanzi di appassionata fede fascista. [...] Lo stesso Davide Lajolo, non più tardi di tre mesi dal 25 luglio...
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Dal capitolo Guerra civile in Italia - La politica dei partigiani comunisti: per i comunisti allora non c'è che un imperativo: vanificare quel progetto di ricomposizione, spingere alle estreme conseguenze quella situazione di latente guerra civile, 'far esplodere le contraddizioni' che si nascondono dietro quei tentativi di compromesso e di mediazione, perché la rivoluzione ovviamente non ha bisogno della composizione ma dello scontro, del taglio netto...
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Dal capitolo Guerra civile in Italia - Primavera di sangue: a Torino, teatro di massacri che non hanno forse nulla da invidiare a quelli della stessa Milano, decine di famiglie, compresi le donne e i bambini, furono gettate dalle finestre dei palazzi. E, tra l'altro, furono trucidate numerose ausiliarie. 'Il trattamento al quale furono sottoposte le donne fasciste, o presunte tali, dalla furia sanguinaria dei giustizieri rossi, rappresenta una delle pagine più vergognose della storia d'Italia...
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Dal capitolo Guerra civile in Italia - Le rappresaglie tedesche: ma vogliamo andare oltre. Per essere obiettivi occorre esaminare lo stato d'animo delle truppe tedesche in Italia. Come gli italiani hanno sempre visto i popoli di lingua tedesca come un pericolo incombente, cosi i tedeschi, come tutti i popoli nordici, hanno sempre giudicato i popoli mediterranei, di sangue caldo ed imprevedibili...
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Dal capitolo Guerra civile in Italia - Alleati, partigiani e popolazione: l'importante compito svolto nella battaglia dalle truppe marocchine fu infangato dal loro bestiale comportamento nei confronti della popolazione di quelle contrade italiane. I goumiers erano infatti provetti guerrieri, ma anche rozzi montanari provenienti dalle catene montuose dell'Atlante, il cui aspetto primitivo e la cui mentalità retriva li avrebbero resi sgraditi anche ai marocchini di Casablanca o di Tangeri...
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Dal capitolo I campi degli Alleati - Tedeschi nei campi polacchi: in un rapporto al Foreign Office R.W.F. Bashford, nell'estate 1945, comunicava da Berlino: 'I campi di concentramento non sono stati aboliti, ma sono stati presi in consegna dai nuovi padroni e vengono per lo più diretti dalla Milizia polacca. In Swietnochlowice (Alta Slesia) i prigionieri che non muoiono di fame o non vengono bastonati a morte son costretti a stare notte dopo notte nell'acqua gelida finché periscono...
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Dal capitolo I campi degli Alleati - Tedeschi nei campi sovietici: il metodo staliniano di trattare i prigionieri assomigliava molto a quello hitleriano. Su 3,1 milioni di soldati tedeschi catturati dai sovietici, ben 1,1 non sopravvisse al freddo, alla fame, alle fatiche e ai maltrattamenti...
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Dal capitolo I campi degli Alleati - Tedeschi nei campi angloamericani: sembra che sotto i francesi siano aumentate le fucilazioni a caso, sebbene entrambi gli eserciti cercassero di nascondere i fatti e i dati possano risultare distorti. In ogni modo il rapporto del tenente colonnello Barnes in aprile, '27 morti per cause non naturali' era largamente superato in una notte dagli ufficiali francesi ubriachi che, a Andernach, guidarono la loro jeep attraverso il campo ridendo e gridando mentre sparavano sui prigionieri con i loro mitragliatori Sten...
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Dal capitolo I campi degli Alleati - Italiani nei campi sovietici: dopo la resa e le estenuanti marce sulla neve, i prigionieri subivano una prima falcidia per causa delle basse temperature [...] Durante le marce del dawai, incitamento gutturale che chi ha sentito non dimenticherà mai, a migliaia furono colpiti da congelamento e dalla cancrena [...] Oltre il Don, nei centri ferroviari, si smistavano i prigionieri che, contati, venivano caricati e stipati entro vagoni, senza cibo, né acqua...
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Dal capitolo I campi degli Alleati - Italiani nei campi angloamericani: il fatto é che il campo R era considerato dagli inglesi il loro campo modello: quello cioè da mostrare alle commissioni della Croce Rossa che, di tanto in tanto, venivano a visitarlo riportando, ovviamente, un'ottima impressione nel vederci così bene organizzati, nutriti, lavati, anche profumati per via delle buone saponette che ci venivano distribuite. Il campo R, in altre parole, costituiva l'alibi grazie al quale inglesi e americani coprivano...
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Dal capitolo I campi degli Alleati - Giapponesi nei campi angloamericani: fin dal 10 agosto 1936, Roosevelt aveva emesso un ordine in cui dichiarava: 'Tutti i cittadini giapponesi, che siano residenti sull'isola di Oahu o meno, che si recano all'arrivo di navi giapponesi o che abbiano rapporti con i loro ufficiali o i loro uomini, devono essere segretamente ma precisamente identificati, e il loro nome deve essere posto in una speciale lista di quelli che per primi saranno rinchiusi in campi di concentramento nel caso di problemi con il Giappone'...
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Dal capitolo Le foibe - Gli antefatti: Francia e Inghilterra, per esempio, malgrado il considerevole apporto italiano alla vittoria comune, non vedevano di buon occhio la nostra espansione nelle ex province asburgiche e, di conseguenza, prestavano orecchio alle rivendicazioni jugoslave secondo le quali il nuovo confine avrebbe dovuto toccare il Tagliamento ed inglobare nella Federazione persino la città di Udine...
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Dal capitolo Le foibe - Anno 1943: 'Finalmente arrivano loro!' Non ci fu italiano in terra d'Istria che non tirò un sospiro di sollievo e non levò al cielo un commosso ringraziamento vedendoli apparire. Certo, in nessun'altra parte d'Europa era mai accaduto a dei soldati tedeschi di essere accolti come liberatori. Ma in Istria è accaduto anche questo...
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Dal capitolo Le foibe - Anno 1945: la favola delle foibe come 'tombe di fascisti', alla quale per anni hanno finto di credere anche molti storici italiani, è stata peraltro smentita da autorevoli fonti jugoslave. Per esempio, da Milovan Gilas, l'intellettuale serbo che durante la guerra partigiana fu il braccio destro di Tito e che in seguito diventò il più acerrimo avversario del Maresciallo...
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Dal capitolo Le foibe - L'esodo: tutto questo accadeva a Pola nel febbraio del 1947 sotto gli occhi del generale inglese Robert W. De Winton, governatore uscente della città, dopo che la firma del Trattato di pace l'aveva assegnata agli jugoslavi. 'Ciò che più indigna' scriveva Indro Montanelli, testimone oculare dell'esodo degli italiani dall'lstria 'non è tanto l'abbandono di Pola quanto il modo in cui viene eseguito...
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Dal capitolo Le foibe - Una pagina di storia da dimenticare: alcuni anni più tardi le autorità governative dichiararono la risiera 'monumento nazionale', equiparandola alle Fosse Ardeatine, con la precisazione che si trattava dell''unico campo di sterminio nazista funzionante in Italia'. Inascoltate furono invece le proposte avanzate dalle associazioni giuliane affinchè fossero dichiarate monumento nazionale anche le foibe di Basovizza e Monrupino...
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Dal capitolo I crimini dei vincitori - Verso la guerra: il ministero della Marina giapponese indirizzò una protesta all'ambasciatore Grew a Tokyo: 'Nella notte del 31 luglio 1941, le unità della flotta giapponese ancorate nella baia di Sukumo (nello stretto di Bungo, fuori dall'isola di Shikoku) hanno captato il suono di eliche che si avvicinavano da est...
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Dal capitolo I crimini dei vincitori - Durante la guerra: Hitler prevedeva che la guerra con l'Unione Sovietica sarebbe stata spietata. Conosceva i metodi dei bolscevichi. La brutalità dimostrata dai bolscevichi durante la guerra civile spagnola, nella parte di Polonia toccata a Stalin e, più recentemente, negli sfortunati stati baltici indicava che questa era una loro caratteristica costante...
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Dal capitolo I crimini dei vincitori - I bombardamenti in Italia: a mezzogiorno oltre cento quadrimotori americani bombardano Frascati per colpire il Quartier generale di Kesselring, seminando distruzione e provocando migliaia di morti e feriti nella popolazione senza peraltro centrare l'obiettivo...
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Dal capitolo I crimini dei vincitori - I bombardamenti in Germania: ecco come furono informati gli equipaggi del 1 Gruppo: 'Il vostro bersaglio di questa notte sarà Chemnitz. Attaccheremo i profughi che si sono rifugiati là, specialmente dopo l'attacco su Dresda di ieri notte'. Gli equipaggi del 3 Gruppo furono così istruiti: 'Chemnitz è una città a circa 50 km...
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Dal capitolo I crimini dei vincitori - I bombardamenti in Giappone: il prossimo obiettivo sarebbe stato Tokio, sede del Mikado, del governo e della 1a armata giapponese. La capitale nipponica era del resto già semidistrutta a causa del bombardamento convenzionale del 9-10 marzo 1945, che aveva trasformato la città in un lago di fiamme, provocando la morte di 83.793 persone...
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Dal capitolo I crimini dei vincitori - I sovietici in Germania: la soluzione che i coniugi Kremse credettero essere quella giusta, rifugiarsi nella campagna di Possen, dove il loro giovane nipote imparava a fare il contadino, fu una soluzione sbagliata. Per loro il destino si presentò nelle vesti di uno strano soldato sovietico che incontrarono il giorno in cui stavano attraversando la strada...
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Dal capitolo I crimini dei vincitori - I sovietici in Polonia: nella primavera del 1940 a Katyn e altrove, come è risaputo e come è stato ammesso dal governo sovietico, la polizia segreta comunista Nkvd aveva liquidato 15 mila ufficiali e intellettuali polacchi catturati nel settembre 1939 durante l'invasione sovietica della Polonia e poi trasferiti nei campi di concentramento di Kozielsk...
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Dal capitolo I crimini dei vincitori - Gli Alleati in Europa: vero, la furia delle truppe americane aveva dato luogo a un certo numero di crimini in Sicilia e nella penisola italiana, e persino il tenente generale George S. Patton, uno dei migliori comandanti della seconda guerra mondiale, aveva disposto e poi celato la fucilazione di prigionieri tedeschi...
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Dal capitolo Dopo il conflitto - I vincitori si spartiscono il mondo: Winston Churchill non poteva dimenticare le promesse fatte nel 1941, dalla sua isola assediata, ai partigiani slavi che per primi erano insorti contro i tedeschi ormai padroni dell'Europa. È vero che tali promesse Churchill le aveva fatte al generale Mihajlovic, ma è anche vero che, in seguito, lo aveva abbandonato per sostenere Tito...
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Dal capitolo Dopo il conflitto - La supremazia sovietica: dei tre personaggi, quello in migliore posizione, non essendo un novellino e non avendo preoccupazioni di perdere il suo scanno, era ancora Giuseppe Stalin. Aveva intrapreso questo suo secondo viaggio all'estero, in una terra straniera ben saldamente presidiata dalle sue truppe, anche se indisposto...
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Dal capitolo Dopo il conflitto - In Cecoslovacchia: così ottimista non si sentì invece Alois Ullmann, quando alle 10 del mattino, recandosi in centro, notò la presenza di quei temuti soldati e conferma ne ebbe quando, in via Dresda e in via Schmejkal, li vide scacciare dai marciapiedi o addirittura gettarli giù tutti i tedeschi che vi camminavano con al braccio la fascia bianca di prescrizione per loro...
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Dal capitolo Dopo il conflitto - In Germania: 'Ma è necessario', disse Churchill secondo i verbali inglesi, 'uccidere sul campo il maggior numero possibile di tedeschi'. Stalin non fece alcun commento. Pochi minuti dopo Churchill suggerì che le popolazioni della Slesia e della Prussia Orientale fossero 'trasferite' verso altre regioni nella Germania occidentale...
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Dal capitolo Dopo il conflitto - In Italia: nel trattato di pace stipulato dall'Italia a Parigi con le Nazioni vincitrici, febbraio '47, l'articolo 16 recita: 'L'Italia non perseguirà né disturberà i cittadini italiani, particolarmente i componenti delle Forze Armate, per il solo fatto di avere, nel corso del periodo compreso tra il 10 giugno 1940 e la data dell'entrata in vigore del presente Trattato...
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Dal capitolo Dopo il conflitto - In Polonia: un anno e mezzo dopo le decisioni di Potsdam, il 1 aprile 1947, un modesto trasporto con circa 50 persone lasciò Könisberg e, strettamente sorvegliato all'interno e all'esterno dei vagoni, prese la direzione di Preubisch-Eylau-Stettin. Lo seguirono altri convogli ed in tutto, a fine giugno, 2.300 tedeschi avevano lasciato per sempre la Prussia Orientale...
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Dal capitolo Dopo il conflitto - In Unione Sovietica: e accadde di peggio. I sovietici pubblicamente impiccarono a Leningrado parecchi ufficiali tedeschi che erano stati giudicati colpevoli dell'eccidio di... Katyn!...
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Dal capitolo Dopo il conflitto - In Jugoslavia: i volontari furono circa duemila i quali, divisi in scaglioni, si trasferirono in Jugoslavia con le rispettive famiglie. Erano tutti specialisti e tutti fortemente ideologizzati. Molti di loro avevano combattuto la guerra partigiana nelle formazioni jugoslave. […] Per qualche mese tutto filò liscio...
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Dal capitolo Dopo il conflitto - Negli Stati Uniti: il giorno della vittoria in Europa, l'8 maggio 1945, l'avvocato Polakoff stende la richiesta di sospensione della pena a Luciano. In sei fìtte pagine ricorda al governatore Dewey, battuto qualche mese prima da Roosevelt nelle elezioni presidenziali: 1) che il suo cliente è da dieci anni un detenuto modello...
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