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Il Col di Lana e dintorni |
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Il massiccio montuoso de Il Col di Lana e del Monte Sief si erge nell'estremo nord della provincia di Belluno e prima della Grande Guerra faceva parte del Land Tirol ed apparteneva quindi alla monarchia austro-ungarica. Fu teatro di asprissimi combattimenti che portarono alla conquista della vetta da parte italiana, grazie all'esplosione di una mina collocata dai genieri italiani il 17 aprile 1916. La mina costituita da circa 5 tonnellate di dinamite provocò il crollo di una parte della montagna e causò la morte di oltre 150 austriaci. Nel 1917 a seguito della disfatta di Caporetto, gli italiani dovettero però abbandonare la vetta duramente conquistata. Oggi la vetta e tutti i dintorni sono ricchissimi di testimonianze dei duri combattimenti che qui si svolsero.
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La vetta vista dalla base di partenza in località Palla.
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Resti di trincea ora ricoperti dalla vegetazione.
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Vista sulle vette che circondano la quota del Col di Lana.
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Lapide relativa all'imbocco della gallerie di mina sotto la vetta; in realtà posta nei pressi di un ingresso differente.
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Ingresso franata di una delle tante caverne artificiali presenti nel fianco della montagna.
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Lapide posta sulla vetta del Col di Lana a ricordo dello scoppio della mina.
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Croce posta sulla cima.
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E' ancora visibile l'enorme cratere provocato dall'immensa esplosione.
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Mappa delle operazioni presente sulla parete esterna del piccolo rifugio presente in quota.
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Cippo commemorativo posto in ricordo dagli Schutzen marebbani.
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Cima nord-orientale del Col di Lana.
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La cima principale vista dal cippo posto dagli Schutzen.
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Serie di bellissime trincee nella roccia lungo la dorsale verso la Cima Sief.
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L'imbocco delle trincee che si affacciano verso il paese di Pieve di Linallongo.
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Dettaglio delle trincee risistemate dopo anni di abbandono.
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E' evidente anche da questa fotografia la robustezza e la relativa comodità di queste trincee austriache.
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Le cime antistanti viste dalla trincee.
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Numerosissimi i resti ancora disseminati sul terreno.
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La ferrata che collega il Col di Lana a Cima Sief, altra postazione in mano austriaca.
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Vista dalla ferrata, direzione Monte Sief.
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Altro tratto della ferrata, non impegnativa ma da affrontare con la solita prudenza.
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Grotta artificiale di notevole lunghezza all'interno della montagna.
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La ferrata vista da una delle numerose aperture artificiali che danno nel vuoto dalle pareti a picco.
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Resti di trincea franata.
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La ferrata sempre in direzione di Cima Sief; queste erano tutte postazioni in mano agli austriaci e mai conquistate.
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Apertura in una delle pareri verso il lato fronte Marmolada, ben visibile da queste postazioni.
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Postazioni austriache conquistate dagli italiani nell'ottobre del 1915.
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Il Monte Sief visto dalla postazione denominata Cappello di Napoleone.
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Postazione austriaca chiamata Il Panettone conquistata dagli italiani nell'ottobre del 1915.
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Baraccamenti posti nelle vicinanze della postazione Il Panettone.
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