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Come perdemmo la guerra: Una disfatta annunciata

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Questa nuova area tematica è curata interamente da un nuovo collaboratore, Stefano Rizzo, il quale, studioso da tempo di questi specifici argomenti, vuole contribuire, perfettamente in linea con ControStoria, a delineare un quadro storico più completo e veritiero di quello che oggi è riconosciuto come quello ufficiale.

Un quadro storico ufficiale ed inviolabile, ancor oggi inattaccabile, ove tutte le vicende sono già state scritte, e non c'è più nulla da dire o ricercare; dove nessuno può alzare la testa ed avanzare anche solo un dubbio, pena la gogna o, peggio, pena la galera. La vicenda dello storico David Irving insegna; la 'crocefissione' dello scrittore Giampaolo Pansa conferma.

Quanto di seguito riportato è frutto esclusivo, appunto, del lavoro di Stefano Rizzo; seppur ControStoria ospita e condivide in pieno quanto qui elaborato, i pensieri e le tesi argomentate sono da ritenersi proprie dell'autore.

Con la speranza che nuovi collaboratori seguano l'esempio dell'amico Stefano, lasciamo a lui ora la parola...
Come perdemmo la guerra: Una disfatta annunciata
Tutti noi abbiamo letto migliaia d'articoli su riviste e giornali, visto decine di film sulla guerra persa che ripetevano ed ancora ripetono lo stesso concetto: la guerra è stata persa per colpa di Mussolini che si è lanciato per avidità di gloria e di potere in un'avventura più grande di lui gettando il nostro popolo nella tragica condizione della sconfitta e della distruzione del paese.

Ho sempre avuto la passione della tecnica, e mi sono sempre sentito a disagio come italiano nel vedere quelle scene di film dove i nostri soldati, vestiti in modo ridicolo, sparavano con i loro fuciloni della prima guerra mondiale contro gli eserciti alleati che avanzavano con mezzi modernissimi ed invincibili. Molti anni fa ho cominciato a leggere libri e raccogliere informazioni sul nostro armamento ed equipaggiamento, in seguito questo interesse si è allargato al lato storico della guerra ed infine alle considerazioni politiche sullo stesso argomento.

Mi sono nel tempo convinto che la storia che ci raccontano è quella scritta dai vincitori, che tende a rappresentare la Germania come l'impero del male guidato da un pazzo furioso, e l'Italia come un paese di ometti ridicoli guidato da un dittatore da operetta, che si era messo in testa di prendere parte alla divisione del bottino anche a costo di fare il servitore dei Tedeschi.

Completamente contrarie sono le conclusioni a cui sono giunto dopo anni di studi e ricerche, conclusioni che cercherò di esporre nel seguito nella forma più sintetica e chiara che mi sarà possibile. Alla fine di ogni capitolo fornirò un elenco dei libri, articoli di giornale e tutte le altre pubblicazioni dalle quali ho tratto le informazioni citate.

Lascio invece al giudizio del lettore se condividere quelle conclusioni alle quali sono giunto per deduzione logica, tali conclusioni saranno segnalate caso per caso in modo che non si possa prenderle per dati documentati.

Questo mio scritto non vuole essere una difesa del Fascismo, ma la dimostrazione che le azioni di Mussolini e del Fascismo, al di là della loro connotazione ideologica, sono quelle che il governo di una qualsiasi nazione gelosa della sua indipendenza avrebbe intrapreso a difesa degli interessi del suo popolo. E che la falsificazione della Storia, ad opera dei vincitori e dei loro servi sciocchi tra i nostri compatrioti, serve solo a mascherare i motivi per i quali gli Anglo-americani ci hanno costretto alla guerra e ci hanno poi a guerra finita privato della nostra indipendenza nazionale.

Nei giorni in cui i nostri figli sono mandati ad uccidere ed a morire in paesi dei quali nulla c'importa per servire gli interessi delle multinazionali Americane del petrolio, questo fatto si rivela nella sua tragica evidenza.

Fosche nubi si addensano sul nostro orizzonte per gli anni a venire, la globalizzazione imposta contro i nostri interessi dalla grande finanza Americana non può portare ad altro che ad un pesante impoverimento del nostro popolo. Capire la storia e gli avvenimenti del passato insegna a prevedere le conseguenze future delle nostre azioni.

Scrivo queste note nella speranza che i nostri lettori comprendano che il nostro avvenire può essere solo assicurato se la maggioranza degli Italiani guarda all'interesse nazionale invece di cadere nella trappola mentale delle polemiche ideologiche che i partiti ci servono in tavola tutti i giorni. Esse hanno il solo scopo di giustificare la loro esistenza e permettere ad una classe ereditaria di nullafacenti di vivere nel lusso alle spalle di un popolo che lavora.
IL PIANO DELL'OPERA.
Il piano di questo lavoro tratta di una serie di vicende la cui descrizione ci permette di evidenziare le maggiori discordanze tra la storia ufficiale e la realtà dei fatti.
    Una guerra preventiva
    La strana guerra senza fucilate
    Storia del radar italiano
    Enigma, una catastrofe elettronica
    La nostra guerra in Nord Africa
    Attacco alla Russia
    Pearl Harbour, un attacco provocato
    8 Settembre, fine della storia