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Brunetti L., 'Adolf Hitler - Una psicobiografia'
NovAntico Editrice - 120 pagine - 25,00 Euro
Su Adolf Hitler sono state scritte centinaia di biografie, ma la maggior parte di esse sono giunte a noi solo grazie a storici e accademici stranieri. Opere redatte da autori italiani sono rari, e ancor di più è del tutto assente dalle tematiche contingenti affrontate nel nostro paese l’analisi della natura psicologica del personaggio, la cui riprova è infatti la mancata traduzione dei numerosi scritti redatti soprattutto oltreoceano.

È uscito per le edizioni NovAntico, collana Asiland, Adolf Hitler. Una Psicobiografia, opera prima di Luca Brunetti, che tenta proprio di colmare questo vuoto interpretativo tutto italiano, proponendo un ritratto di Hitler il più obiettivo possibile, e che vada oltre quella classica ma menzognera immagine – purtroppo tremendamente attuale, visto che ancora nel 2008 l’Hitler di Giuseppe Genna, benché romanzo biografico e non saggio storico, ne ha argomentato in questi termini – che tende a proporcelo come l’incarnazione del Male Assoluto, e che ha addirittura portato alla falsificazione ideologica di consolidati dati storici pur di supportare teorie giacobine.

Senza alcuna intenzione diagnostica, né tantomeno presunzione dottrinale, l’autore affronta il tema dell’analisi biografica del personaggio attraverso la lente d’ingrandimento propria della scienza psicoanalitica, soffermandosi sull’educazione ch’egli ricevette quale elemento primario forgiante la personalità dell’individuo, e successivamente sull’analisi delle azioni da lui compiute quali logiche conseguenze di una maturazione esistenziale da essa derivata. L’opera si concentra quindi sull’analisi dei rapporti tra Hitler e l’oppressivo e odiato padre Alois, e l’accondiscendente ed amatissima madre Klara, quali figure (psicologicamente) dicotomiche che determinarono le condizioni per la creazione di un estremismo caratteriale, e sulla sua estrinsecazione nel corso dell’età adulta, nonché sull’ulteriore aggravio che le situazioni di forte degrado sociale e morale ch’egli affrontò nel momento in cui rimase orfano portarono con sé, permettendogli di raggiungere la piena maturità – ahimè – solo attraverso quella solitudine che non l’abbandonò mai, che però riuscì sapientemente a mascherare grazie a quella trasfigurazione di sé che fu il Führer.

Il testo attraversa in maniera puntuale tutta la storia personale di Hitler, soffermandosi principalmente su quei momenti rilevanti ai fini dell’indagine psicologica in atto, al contrario, lasciando da parte la nozionistica pura sull’argomento già ampiamente trattata in opere più esaustive. Nella seconda parte dell’opera, l’attenzione è poi incentrata sui rapporti di Hitler con le donne – vista la reiterata predisposizione di alcune di loro al suicidio – e su due figure in particolare: la nipote Geli Raubal, ed Eva Braun; nonché sull’analisi della sua sessualità, non foss’altro per la troppa facilità con la quale fantasiose teorie, illazioni e congetture varie in merito sono negli anni proliferate, purtroppo quale ineluttabile conseguenza dell’utilizzo della scienza psicologica, prettamente di matrice freudiana ortodossa, nello studio della sua mente, arrivando così a presentarcelo come un abominevole mostro di perversione e patologica devianza sessuale.

L’autore sceglie poi di non trattare una materia potenzialmente rischiosa come la Shoah, e lo fa seguendo intenzioni meramente metodologiche dichiarate sin dalla Prefazione: 'Questo libro [...] eviterà scientemente di parlare della Shoah, perché è prima di tutto un’opera su una persona, e alla quale sarebbe pretestuoso attagliare ogni singolo crimine commesso in suo nome, o dal suo regime, quale consolatoria giustificazione per spiegare crimini (apparentemente) inspiegabili [...] più che altro perché le questioni riguardanti l’Olocausto coinvolgono istanze che poco hanno a che fare con la direttrice d’analisi principale che questo libro ha scelto di prendere, e che (invece) proprio volendola seguire, qui poggia i suoi più deboli fondamenti interpretativi'.

Infine, il volume è corredato da materiale fotografico d’archivio completamente inedito, che consegna così questo volume nel novero dei fondamentali sull’argomento proprio per il profondo spirito innovativo di cui vuol essere portatore, e che, nelle intenzioni dell’autore, si pone come testo-guida che possa auspicabilmente aprire le porte a ulteriori e più esaustive analisi sulle ipotesi interpretative in esso enunciate.
Adolf Hitler - Una psicobiografia