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Bertotto A., 'La morte di Mussolini - Una storia da riscrivere'
Paoletti D'Isodori Capponi Editori
Una capsula di cianuro infranta tra i denti, un fucile mitragliatore colto di sorpresa, un dittatore depresso ed una malcapitata donna, bisturi nostrani e vetrini dì oltreoceano: ecco alcuni ingredienti del giallo che, come pochi altri, ha fatto e fa discutere l'Italia.

Ancora tarda a dileguarsi il buio della notte tra il 27 e il 28 aprile del 1945, notte della fine di Benito Mussolini e del suo sogno ventennale. La sponda occidentale del lago di Como, tra stretti vicoli di paesi e valli pietrose, da sessant'anni custodisce il segreto della sua morte.

Giustiziato da un partigiano comunista davanti al cancello di villa Belmonte (Giulino di Mezzegra), così morì il Duce secondo la "vulgata" ufficiale, ad arte messa in piedi dal PCI d'allora. Una pagina dell'epopea nazionale ma non della Storia. Troppe contraddizioni, troppi dubbi che non hanno mai ricevuto risposta gettano ombre persistenti su questa versione dei fatti. Ma un'ipotesi, sostenuta da uno studio minuzioso ed accurato, sembra finalmente diradare le spesse nebbie del Lario.
La morte di Mussolini - Una storia da riscrivere