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8 Settembre 1943
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vergogna, tradimento, disonore   maresciallo Badoglio  
25 Luglio 1943 le conseguenze per l'onore d'Italia
armistizio di Cassabile fuga a Brindisi le reazioni in Italia
ammiraglio Maugeri gli amici dei nemici Pantelleria
le oscure manovre di casa Savoia Cefalonia e Corfù  
Gran Consiglio del Fascismo le reazioni all'estero
ammiraglio Pavesi generale Castellano Feccia di Cossato
Da 'Le oscure manovre di casa Savoia': Era la prima volta che li vedevo. Il Rahn affrontò subito il tema del tradimento perpetrato con diabolico machiavellismo dal Badoglio. Recatosi nella stessa giornata dell'8 dal Re e dal Maresciallo capo del governo per presentare le credenziali, aveva avuto dall'uno e dall'altro le più ampie assicurazioni che l'Italia, tenendo fede al patto d'alleanza, avrebbe continuata la guerra a fianco della Germania, così come Badoglio aveva annunziato alla radio il 25 luglio. Soggiungeva che questi, nell'atto di salutarlo e stringendogli le mani, commosso quasi alle lacrime, gli aveva detto: 'Sono uno dei tre più vecchi Marescialli d'Europa: Von Mackensen, Pétain, Badoglio. Potete pensare che manchi alla mia parola di soldato?'. Il Rahn non nascondeva oltre tutto il suo risentimento per lo scacco personale subito. (da 'Una vita per l'Italia', pag.171-172)
Da 'Le conseguenze': Circa 180.000 militari (tra cui, com'era prevedibile, 130.000 militi della MVSN) rifiutarono l'armistizio e decisero di proseguire la guerra contro coloro che non giudicavano dei liberatori. (da 'In nome della resa', pag.358)
Da 'Le reazioni all'estero': Il disprezzo dei vincitori per il nemico che aveva tradito il proprio alleato arrendendosi vergognosamente, si manifestò perfino in un neologismo coniato proprio dagli anglo-americani, il verbo 'to badogliate', che significa appunto 'tradire senza costrutto'. (da 'J.V.Borghese e la X MAS', pag.55)
Da 'Le reazioni in Italia': Altrettanto tragico il caso del colonnello Rabbi della divisione Ariete, che dichiarò di non sentirsela di combattere i tedeschi e si uccise. Il medesimo disagio di riconoscere nell'italiano un nemico lo provarono anche molti tedeschi: non dimentichiamo, infatti, che diversi soldati germanici, la sera dell'8 settembre, si unirono agli italiani in festa per esultare con loro sulla 'fine della guerra'. II generale Westphal, nel 1964, confermò al generale Castellano, a Bad Godesberg, quanto fu difficile per coloro che avevano combattuto per più di tre anni fianco a fianco del soldato italiano, l'affrontarlo. (da 'In nome della resa', pag.378)