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Pillole di storia: Seconda Guerra Mondiale |
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PREMESSA.
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La Seconda Guerra Mondiale scoppiò il 1 Settembre 1939 e si concluse l’8 Maggio 1945 in Europa e il 2 Settembre 1945 in Asia. Durante la Seconda Guerra Mondiale si affrontarono principalmente Germania, Italia e Giappone (Asse) e Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti ed Unione Sovietica (Alleati).
Le operazioni militari ebbero inizio nel 1939 con l’invasione della Polonia da parte della Germania, prima, e dell'Unione Sovietica poi. In risposta a tale aggressione, Gran Bretagna e Francia dichiararono guerra alla Germania, ma stranamente non all'Unione Sovietica. La Seconda Guerra Mondiale, a differenza delle precedenti guerre, si estese a differenti aree gegrafiche e coinvolse massicciamente le popolazioni civili.
Il termine del conflitto segnò l’avvento di un nuovo ordine mondiale incentrato sulle due superpotenze vincitrici: gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica.
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VERSO LA SECONDA GUERRA MONDIALE.
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L’esito della Prima Guerra Mondiale aveva scontentato tre delle potenze europee: la Germania per le perdite territoriali e per le pesanti condizioni imposte dal trattato di Versailles; l’Italia e il Giappone che ritenevano insufficiente quanto ottenuto a seguito della vittoria conseguita. Al contrario Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna avevano raggiunto i loro principali obiettivi: Washington la riduzione del potere militare della Germania; Parigi e Londra un ordine mondiale funzionale ai propri interessi coloniali ed europei. Erano state così gettate le basi per quel malcontento che porterà allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.
Nel corso degli anni Venti si fecero alcuni tentativi per giungere ad una pace stabile: la conferenza di Washington (1921-22), gli accordi di Locarno (1925) e il patto Briand-Kellogg (1928). Nel 1922 Benito Mussolini costituiva in Italia il primo regime fascista; Adolf Hitler dieci anni dopo in Germania fondò il suo Grande Reich. Quanto al Giappone il ruolo svolto dalle forze armate nel governo civile del paese era preponderante e si ispirava alla volontà di rimettere in discussione gli equilibri internazionali definiti dal trattato di Versailles.
Nel Marzo 1936 Hitler occupò militarmente la Renania, sollevando solo una flebile protesta da parte di Londra e Parigi. Successivamente lo scoppio della guerra civile spagnola provocò una contrapposizione fra le potenze mondiali che sarà il prologo alla Seconda Guerra Mondiale: Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e soprattutto Unione Sovietica aiutarono più o meno apertamente le truppe repubblicane spagnole; altrettanto fecero Italia e Germania con le truppe nazionaliste guidate dal generale Franco.
Contemporaneamente Mussolini diede il via alla conquista dell'impero coloniale in Africa, desiderato e necessario al nostro Paese, ma da sempre osteggiato da Gran Bretagna e Francia, prime potenze coloniali al mondo. Purtroppo lo sforzo economico e militare sostenuto dal nostro Paese in queste campagne, avrà dei riflessi negativi durante la Seconda Guerra Mondiale.
Nella primavera del 1938 l’annessione dell’Austria fu il primo passo verso la realizzazione del progetto hitleriano di ricostituzione della Grande Germania. Mussolini appoggiò l’alleato, mentre Gran Bretagna e Francia ancora una volta mancarono di intervenire con decisione, liquidando la vicenda come una questione interna tedesca.
Esattamente un anno prima dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, ovvero nel Settembre del 1938, fu la volta delle rivendicazioni naziste sulla regione dei Sudeti, al confine occidentale della Cecoslovacchia, abitata da una popolazione a maggioranza tedesca. Il primo ministro inglese Neville Chamberlain, sostenuto anche dal governo francese, nel corso della conferenza di Monaco convinse le autorità ceche a cedere, in cambio dell’impegno da parte di Hitler a non avanzare ulteriori rivendicazioni territoriali. In realtà, nel Marzo del 1939, Hitler occupò tutta la Cecoslovacchia, spingendo Londra a siglare un accordo di garanzia con la Polonia.
Uno sviluppo inatteso si ebbe il 23 Agosto 1939 con la firma a Mosca di un trattato di non aggressione tra Germania e Unione Sovietica: in un protocollo segreto concordavano di spartirsi l’Europa centrorientale, attribuendo all’Unione Sovietica Finlandia, Lituania, Estonia, Lettonia, Polonia orientale e Romania.
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SCOPPIA LA SECONDA GUERRA MONDIALE.
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Il 1 Settembre 1939 i tedeschi invasero la Polonia. Due giorni dopo Francia e Inghilterra dichiararono guerra alla Germania; ma come abbiamo già detto non all'Unione Sovietica. Era iniziata la Seconda Guerra Mondiale.
In realtà i francesi non erano nella condizione di attaccare l’opposta linea Sigfrido tedesca, che pure non era protetta a sufficienza dalle truppe tedesche, impegnate sul fronte polacco e non erano neppure in grado, con la collaborazione del Corpo di Spedizione inglese, di vincere e concludere rapidamente la Seconda Guerra Mondiale.
Dal primo giorno dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale cominciarono i bombardamenti delle reti ferroviarie polacche. Dopo quattro giorni due gruppi d'armata attraversarono le frontiere indirizzandosi verso Varsavia e Brest. Il 17 l’Armata Rossa varcò il confine occupando la Polonia orientale. Il 20 tutta la Polonia era nelle mani dei tedeschi e dei sovietici; fu il primo e non ultimo paese a soccombere militarmente nella Seconda Guerra Mondiale.
Dopo la conquista della Polonia, su entrambi i fronti si sospesero le operazioni. I francesi rimasero attestati dietro la linea Maginot, mentre nel Nord della Francia aveva inizio il trasbordo delle truppe inglesi sul continente.
Mantenendo fede alla propria politica aggressiva del tutto simile a quella nazista, il 30 Novembre 1939 l’Unione Sovietica dichiarò guerra alla Finlandia. Questo è tutt'ora uno degli episodi meno conosciuti e soprattutto meno considerati dell'intera Seconda Guerra Mondiale.
I finlandesi opposero una strenua resistenza, che durò sino all’anno seguente. L’aggressione alla Finlandia fu condannata dall’opinione pubblica mondiale, ma nello stesso tempo offrì a Francia e Gran Bretagna il pretesto per impossessarsi di una delle principali fonti di rifornimento di metalli ferrosi della Germania, occupando il porto norvegese di Narvik.
L’ammiraglio tedesco Erich Raeder, primo comandante della Kriegsmarine durante la Seconda Guerra Mondiale, decise allora di invadere la Norvegia. Temendo l’intervento di altre potenze a fianco della Finlandia, Stalin concluse la pace il 12 Marzo 1940, assicurando all’URSS concessioni territoriali; la Finlandia rimaneva però indipendente. Il 2 Aprile Hitler ordinò di attaccare la Norvegia e la Danimarca che si arrese immediatamente.
I norvegesi, appoggiati da 12.000 soldati britannici e francesi, resistettero fino al 3 Maggio. Nella prima settimana di giugno i tedeschi furono obbligati a ritirarsi fino al confine svedese, ma le sconfitte militari in Francia obbligarono francesi e britannici a ritirare le loro truppe, consentendo così l'ennesima vittoria tedesca, una delle tante che caratterizzarono la Seconda Guerra Mondiale.
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IL FRONTE OCCIDENTALE NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE.
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Nella primavera del 1940 Hitler impostò una nuova strategia per la campagna contro la Francia e i Paesi Bassi, adattata alla nuova realtà della Seconda Guerra Mondiale: decise di sferrare l’attacco nelle Ardenne, cogliendo di sorpresa il comando anglo-francese.
Il 10 Maggio la Luftwaffe inviò numerose forze aeree che atterrarono in Belgio e in Olanda, occupando aeroporti e nodi stradali. L’esercito olandese si arrese il 14 Maggio. Lo stesso giorno, l’esercito tedesco, comandato dal generale Gerd von Rundstedt, attraversò le Ardenne cogliendo alle spalle le armate britanniche e francesi. Anche l'Olanda era uscita di scena dalla Seconda Guerra Mondiale.
Il 26 Maggio, inglesi e francesi furono respinti a Dunkerque e riuscirono a trovare scampo solo grazie a una gigantesca operazione di evacuazione della regione costiera, da cui ripiegarono drammaticamente per scampare alla cattura; operazione riuscita grazie al provvidenziale non intervento tedesco ordinato da Hitler.
La linea Maginot era intatta, ma la manovra tedesca aveva spiazzato il comandante francese, generale Maxime Weygand, che non riuscì a difendere Parigi. Il 10 Giugno il governo abbandonò la capitale; lo stesso giorno anche l’Italia dichiarò guerra alla Francia, entrando di fatto nella Seconda Guerra Mondiale. Il 17 Giugno il maresciallo francese Henri-Philippe Pétain chiese l’armistizio, firmato il 22 Giugno. Pétain stabilì a Vichy un governo collaborazionista, che rimase fedele all’Asse sino alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
La Gran Bretagna, ora sotto la guida del primo ministro Winston Churchill, era rimasta sola ad affrontare la Germania, in questa fase della Seconda Guerra Mondiale. Nell’estate del 1940 l’aviazione tedesca avviò l’offensiva aerea nel tentativo di annientare la Royal Air Force, scatenando la battaglia d’Inghilterra. L’aviazione e la popolazione civile inglesi non cedettero e Hitler dovette rinunciare all’invasione. Fu la prima sconfitta tedesca nella Seconda Guerra Mondiale.
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L'ITALIA ENTRA NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE.
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Fin dal 1939 Mussolini aveva assistito con preoccupazione alla crescente spinta espansionistica dell’alleato tedesco, che rischiava sia di mettere l’Italia in una posizione del tutto marginale nel futuro ordine europeo, sia di far naufragare un insieme di obiettivi strategici che spaziavano dai Balcani agli oceani.
Era maturata nel Duce la convinzione che l’Italia dovesse prepararsi a combattere una guerra parallela a quella dei tedeschi, al fine di trarre il massimo vantaggio al tavolo della pace, al termine della Seconda Guerra Mondiale. Il momento di dichiarare guerra si avvicinava man mano che la Germania travolgeva le linee avversarie e si espandeva in Europa. Era tuttavia palese l’inadeguatezza dell’esercito italiano ad assumere un ruolo militare pari a quello tedesco. Perciò era giocoforza puntare a operazioni di guerra di breve durata, confidando nella resa dell’Inghilterra, fatto questo che nell’estate del 1940 poteva apparire probabile, e nel rapido termine della Seconda Guerra Mondiale.
Il 10 Giugno 1940 Mussolini annunciò l’entrata nella Seconda Guerra Mondiale dell’Italia contro la Francia e l’Inghilterra. Quindi fece muovere le truppe sul versante alpino per invadere da sud la Francia. Poco addestrati, male equipaggiati e comandati, i soldati italiani non erano pronti ad affrontare le difficoltà che fin dall'inizio della Seconda Guerra Mondiale emersero e avanzarono con estrema lentezza attraverso le Alpi.
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LA SECONDA GUERRA MONDIALE IN AFRICA SETTENTRIONALE E NEI BALCANI.
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Nel Settembre del 1940 Mussolini ordinò di attaccare l’Egitto, importante base britannica, ma l'azione fu respinta dagli inglesi che occuparono parte della Libia, colonia italiana. In Ottobre il Duce decise allora di attaccare la Grecia, senza preventiva comunicazione all’alleato tedesco che ne venne informato quando le operazioni erano già in corso. Mussolini tentò dunque di mettere in atto la famosa guerra parallela, più volte auspicata fin dall'inizio della Seconda Guerra Mondiale.
L’attacco partì dall’Albania e anche in questa circostanza l’impreparazione risultò lampante. Contemporaneamente gli inglesi siluravano tre corazzate nel porto di Taranto: la prima ma purtroppo non l'ultima delle sconfitte alle quali la nostra marina andò incontro durante la Seconda Guerra Mondiale. All’inizio del 1941 il fronte era di fatto bloccato in un conflitto di posizione e fu a questo punto che Hitler cominciò a pianificare la conquista della Grecia, soprattutto per coprire il fronte Sud a questo punto esposto e poter così aprire il fronte più importante della Seconda Guerra Mondiale: quello orientale.
Anche sul fronte dell’Africa Settentrionale le controffensive inglesi avevano costretto le truppe italiane alla ritirata, fino al limite occidentale del golfo della Sirte. Nel mese di Febbraio 1941 Hitler assegnò al feldmaresciallo Erwin Rommel il comando delle truppe tedesche (Afrikakorps) nell’Africa Settentrionale, con lo scopo di aiutare gli alleati italiani. Tra i mesi di Marzo ed Aprile Rommel riuscì a respingere gli inglesi, varcando il confine egiziano e volgendo così a favore delle forze dell'Asse, anche in terra d'Africa, le sorti della Seconda Guerra Mondiale.
Hitler preparò quindi l’attacco alla Grecia: sottoscrisse trattati di alleanza con Romania e Ungheria nel Novembre 1940 e con la Bulgaria nel Marzo 1941. La Jugoslavia, che non aveva accettato di allearsi con la Germania, fu invasa. Le operazioni ebbero inizio il 6 Aprile: Belgrado, pesantemente bombardata, fu occupata il 13 Aprile e il giorno dopo l’esercito jugoslavo si arrese. Subito iniziò la resistenza, a opera dei partigiani cetnici e dei partigiani comunisti, che continuò per tutta la durata della Seconda Guerra Mondiale. Le forze italiane intervennero a fianco dei tedeschi, penetrando in territorio jugoslavo da Trieste, fino a ricongiungersi con i contingenti provenienti dall’Albania. La Croazia, costituita in stato autonomo, divenne paese satellite dell’Italia.
In Grecia, Salonicco fu costretta alla resa il 9 Aprile; anche le divisioni greche, che avevano occupato quasi un terzo dell’Albania, si arresero il 22 Aprile. Il 27 Aprile le truppe tedesche occuparono Atene: il re e il governo fuggirono a Creta, che tuttavia fu conquistata il mese dopo con una delle più brillanti operazioni aviotrasportate della Seconda Guerra Mondiale.
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GLI STATI UNITI INTERVENGONO NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE.
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Gli Stati Uniti si prepararono allo scontro con il Giappone, attuando un'aggressiva politica economica che strangolò il paese del Sol Levante, costringendolo infine ad attaccare di sorpresa gli Stati Uniti e ad entrare così nella Seconda Guerra Mondiale.
Nel Marzo del 1941 il Congresso americano approvò il Lend-Lease Act, un programma di aiuti militari ed economici da concedere a qualsiasi paese designato dal presidente e coinvolto nella Seconda Guerra Mondiale: ne beneficiarono la Gran Bretagna e successivamente l’Unione Sovietica. Gli Stati Uniti si trovarono in una posizione di guerra non dichiarata con la Germania fin dall'estate del 1941. In Luglio reparti di marines americani furono dislocati in Islanda; nel Maggio del 1940 la Marina Militare americana ebbe l’incarico di scortare i convogli diretti in Gran Bretagna; in Settembre il presidente Franklin Delano Roosevelt autorizzò le navi di scorta ai convogli ad attaccare le navi da guerra dell’Asse. Gli Stati Uniti erano già coinvolti nella Seconda Guerra Mondiale senza averla formalmente dichiarata.
Nel frattempo, le relazioni tra Stati Uniti e Giappone si erano ulteriormente deteriorate. Gli Stati Uniti proibirono l’esportazione in Giappone di acciaio, ferro e combustibile. Nell’Aprile del 1941 i giapponesi firmarono un accordo di neutralità con l’Unione Sovietica, per limitare i possibili fronti di guerra in vista della loro possibile entrata nella Seconda Guerra Mondiale contro la Gran Bretagna o gli Stati Uniti. Il 23 Luglio il Giappone occupò il sud dell’Indocina. Due giorni dopo Stati Uniti e Gran Bretagna risposero con l’embargo commerciale.
Il 7 Dicembre 1941, un’ora prima della dichiarazione ufficiale di guerra, forze aeree e navali giapponesi distruggevano la flotta americana a Pearl Harbor. Tre giorni dopo le due maggiori unità navali britanniche nel Pacifico venivano affondate. Si apriva così un nuovo fronte di guerra in Estremo Oriente e gli Stati Uniti entravano formalmente nella Seconda Guerra Mondiale.
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L'ATTACCO ALL'UNIONE SOVIETICA NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE.
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L'attacco iniziò la mattina del 22 Giugno 1941, quando più di 3 milioni di soldati dell’Asse invasero l’Unione Sovietica che fu completamente colta di sorpresa e fu così coinvolta nella Seconda Guerra Mondiale e . I capi militari sovietici erano convinti che una guerra lampo come quella che aveva piegato la Polonia e la Francia non sarebbe stata possibile contro l’Unione Sovietica. L’esercito era numericamente superiore a quello tedesco ed era forte di 4,5 milioni di soldati schierati sul confine occidentale, del doppio di carri armati e del triplo di aerei, pur tecnologicamente superati. Il primo giorno molti aerei sovietici furono distrutti e gli ordini dati alla fanteria furono di contrattaccare senza ritirarsi, ma la maggior parte dei soldati sovietici cadde combattendo o fu catturata.
Per il più grande attacco della Seconda Guerra Mondiale, l’esercito tedesco era stato organizzato in tre gruppi armati – Nord, Centro e Sud – che puntarono rispettivamente verso Leningrado, Mosca e Kiev. Hitler e i suoi generali concordavano sul fatto che il problema principale era bloccare l’Armata Rossa e sconfiggerla prima che potesse ripiegare verso l’interno del paese. Non erano però d’accordo sulla strategia da seguire: i generali erano convinti che il regime sovietico avrebbe sacrificato qualsiasi cosa pur di difendere Mosca. Per Hitler, invece, l’Ucraina, con le sue risorse naturali, e il Caucaso, con il suo petrolio, rappresentavano gli obiettivi più importanti, insieme alla città di Leningrado; territori che se conquistati avrebbero consentito alla Germania di vincere la Seconda Guerra Mondiale.
Mussolini decise di collaborare all’operazione Barbarossa con l’invio di un Corpo di Spedizione Italiano in Russia (C.S.I.R.) composto da 62.000 uomini che i tedeschi schierarono in Ucraina, aprendo così un nuovo fronte, ove furono schierati i soldati italiani nella Seconda Guerra Mondiale. Sul fronte opposto furono Churchill e Roosevelt ad offrire ai sovietici un’alleanza e degli aiuti concreti. Già alla fine della prima settimana di Luglio, il Gruppo Centro aveva fatto prigionieri 290.000 soldati sovietici. Il 5 Agosto, attraversato il fiume Dnepr, i tedeschi fecero altri 300.000 prigionieri vicino a Smolensk ed erano ormai prossimi a Mosca.
I russi avevano sacrificato moltissimi soldati e armamenti per difendere la capitale. Hitler, comunque, non era soddisfatto e, nonostante le proteste dei suoi generali, ordinò al Gruppo Centro di spostare il grosso degli armamenti a nord e a sud per aiutare gli altri due gruppi d’invasione, fermando in questo modo l’avanzata verso Mosca (forse uno dei più gravi errori strategici della Seconda Guerra Mondiale). L’8 Settembre il Gruppo Nord, insieme alle forze finlandesi, diede il via all’assedio di Leningrado. Il 16 Settembre il Gruppo Sud accerchiò Kiev da est, facendo 665.000 prigionieri. A questo punto Hitler decise di riprendere l’avanzata verso Mosca e ordinò ai mezzi corazzati di ricongiungersi al Gruppo Centro.
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LA BATTAGLIA DI MOSCA E LA PRIMA SVOLTA DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE.
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Il Gruppo Centro riprese così le azioni il 2 Ottobre, catturando in due settimane 663.000 militari nemici. Le piogge autunnali però trasformarono tutto il terreno in fango e bloccarono l’avanzata per quasi un mese. A metà Novembre arrivò il freddo e il terreno gelò. Hitler e il comandante del Gruppo Centro, il feldmaresciallo Fëdor von Bock, decisero, nonostante l’inverno, di concludere la campagna del 1941 con la conquista di Mosca, in modo da gettare le basi per la vittoria definitiva nella Seconda Guerra Mondiale.
Verso la seconda metà di Novembre Bock mosse verso Mosca, arrivando a 32 km dalla città. La temperatura era bassissima, la neve copriva le strade, macchine e uomini non erano attrezzati ad affrontare un freddo così intenso. Il 5 Dicembre i generali tedeschi ammisero il blocco totale dell’avanzata.
Stalin, in accordo con il maresciallo Georgij Wukov, aveva trattenuto a Mosca le riserve, tra cui molti giovani, ma anche veterani provenienti dalla Siberia. Il 6 Dicembre i sovietici contrattaccarono, per la prima volta nella Seconda Guerra Mondiale, e, dopo pochi giorni, le avanguardie corazzate tedesche si ritirarono, lasciando sul terreno una quantità di veicoli e armamenti resi inutilizzabili dal gelo.
Su ordine di Stalin, il contrattacco di Mosca dette il via a una controffensiva sull’intero fronte. I tedeschi non avevano costruito linee di difesa sulla retroguardia e Hitler ordinò alle truppe di non retrocedere. I russi annientarono molte divisioni, ma i tedeschi resistettero abbastanza per superare l’inverno e mantenere l’assedio di Leningrado, minacciando Mosca e occupando l’Ucraina. La prima svolta della Seconda Guerra Mondiale non aveva avuto l'effetto desiderato.
Per la prima volta dall'inizio della Seconda Guerra Mondiale falliva un piano tedesco di annientamento del nemico. L’obiettivo di assicurarsi grandi quantitativi di viveri e materie prime dalla Russia sconfitta non si realizzò, perché le ferrovie erano state distrutte dai sovietici in ritirata, e altrettanto era stato fatto con le colture, il bestiame e ogni altra risorsa. L’aiuto in materie prime concesse dagli americani, trasportate dai convogli britannici, assicurò ai sovietici radar, radio e altri equipaggiamenti sofisticati, e soprattutto consentì loro di sopravvivere al primo anno della Seconda Guerra Mondiale.
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LA SVOLTA MILITARE DEL 1942-1943 NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE.
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Alla fine del mese di Dicembre 1941, Roosevelt, Churchill ed i rispettivi consiglieri si riunirono a Washington. Tutti concordarono sulla necessità di sconfiggere prima la Germania con la Gran Bretagna ed il Commonwealth come leader della coalizione, mentre la guerra con il Giappone avrebbe impegnato quasi esclusivamente gli americani. Inoltre fu creato il Combined Chiefs of Staff (CCS), con sede a Washington, con lo scopo di sviluppare una strategia comune. Il 1 Gennaio 1942 Stati Uniti, Gran Bretagna, Unione Sovietica e altri 23 paesi firmarono la Dichiarazione delle Nazioni Unite, impegnandosi a non perseguire paci separate, fino al termine della Seconda Guerra Mondiale.
In Africa Settentrionale, il 10 Dicembre 1941, i britannici avevano liberato Tobruk, prendendo Bengasi, in Libia, due settimane dopo. Rommel contrattaccò alla fine del Gennaio 1942, facendo arretrare il nemico di 300 km, fino ad Al-Ghazalah e Bir Hacheim; a Tobruk e al confine con l’Egitto si creò una situazione di stallo.
A questo punto il grande interrogativo era se l’Unione Sovietica sarebbe stata in grado di sopportare la seconda offensiva tedesca della Seconda Guerra Mondiale; i russi premevano sugli Stati Uniti e sulla Gran Bretagna affinché si adoperassero per alleggerire la pressione sul territorio sovietico, aprendo il cosiddetto 'secondo fronte' in Occidente. Qualsiasi controversia fra gli Alleati per definire ove attaccare la 'Fortezza Europa' fu rimandata da Rommel: nel mese di Giugno entrò a Tobruk, sfondò in Egitto e raggiunse El-Alamein, giungendo ad un passo dalla vittoria dell'Asse in Africa nella Seconda Guerra Mondiale. A questo punto gli americani si prepararono per l’invasione dell’Africa Settentrionale francese.
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L'ESTATE DEL 1942 NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE.
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Gli americani si stavano orientando verso l’azione diretta contro il Giappone: la battaglia del mar dei Coralli (7-8 Maggio 1942) e la battaglia delle Midway (Giugno 1942) avevano fermato i giapponesi nel Pacifico centrale, ma l’avanzata nipponica, intrapresa fin dall'inizio della Seconda Guerra Mondiale, proseguì nel Pacifico sudoccidentale attraverso le isole Salomone e verso la Nuova Guinea.
La situazione nell’Africa Settentrionale volgeva a favore dell’Asse. Il 31 agosto Rommel e l’Afrikakorps sferrarono un attacco lungo il fianco sud del fronte britannico, presso Alam Halfa, a sud-est di El Alamein, ma furono respinti il 7 Settembre. La controffensiva alleata, guidata dal generale britannico Montgomery, fu lanciata il 23 Ottobre con la famosa battaglia di El Alamein, una delle più cruente della Seconda Guerra Mondiale; l’8 Novembre, dopo durissimi scontri, Rommel diede l’ordine di ritirata alle truppe. Dopo alcuni mesi di resistenza, respinte dalle forze inglesi e francesi fino in Tunisia, le divisioni italo-tedesche si arrenderanno il 13 Maggio 1943, ponendo fine alla presenza alle forze dell'Asse in Africa nella Seconda Guerra Mondiale.
Alle vittorie invernali sovietiche era succeduta una serie di sconfitte nella primavera del 1942, costate all’U.R.S.S. più di mezzo milione di prigionieri. Le nuove offensive, del terzo anno della Seconda Guerra Mondiale, cominciarono a est di Kharkov il 28 Giugno 1942 e in meno di quattro settimane i tedeschi furono a est del fiume Don. Le distanze percorse erano grandissime, ma Stalin e i suoi generali, convinti che i tedeschi avrebbero puntato per la seconda volta su Mosca, avevano trattenuto le riserve e ordinato all’esercito del Sud di ritirarsi.
Hitler, incoraggiato dalla facilità dell’avanzata, cambiò i piani. All’inizio si era prefisso di avanzare verso Stalingrado fino al fiume Volga, per inviare le truppe verso sud, nel Caucaso, solo in un secondo momento; il 23 Luglio ordinò invece a parte dell’armata di continuare l’avanzata verso Stalingrado (città simbolo della Seconda Guerra Mondiale per l'U.R.S.S.), e ad altri effettivi, un terzo dell’intera forza, di raggiungere il basso Don e prendere i giacimenti petroliferi di Majkop, Grozny e Baku, fondamentali per poter proseguire la Seconda Guerra Mondiale.
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LA BATTAGLIA DI STALINGRADO NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE.
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L’Unione Sovietica toccò il suo momento peggiore nella Seconda Guerra Mondiale alla fine del Luglio 1942. Wukov, che aveva organizzato la controffensiva di Mosca nel Dicembre del 1941, e il capo del comando supremo, Aleksandr Vasilevskij, proposero di indebolire il nemico obbligandolo ad un sanguinoso combattimento in città, mentre loro raccoglievano le forze per sferrare il contrattacco. La più grande battaglia della Seconda Guerra Mondiale, la battaglia di Stalingrado era così cominciata.
Il 19 Novembre, in una mattina di nebbia e neve, l’avanguardia corazzata sovietica entrò in contatto con i rumeni a ovest e a sud di Stalingrado. Hitler ordinò al comandante della VI Armata, generale Friedrich von Paulus, di resistere, promettendogli imminente appoggio aereo. Il tentativo di far giungere rifornimenti fallì e la VI Armata, che, condannata alla distruzione, voleva tentare di rompere l’accerchiamento, ne fu impedita da un ordine di Hitler. Von Paulus si arrese il 31 Gennaio 1943. Fu senza dubbio la prima grande catastrofe tedesca della Seconda Guerra Mondiale.
La battaglia di Stalingrado costò 200.000 uomini ai tedeschi, costretti a ritirarsi dal Caucaso e a retrocedere fino quasi al punto da dove era partita l’offensiva dell’estate 1942. Nella tragica ritirata sotto l’attacco sovietico venne coinvolta anche l’Armata italiana in Russia (ARMIR), sette divisioni che si erano aggiunte a quelle che già componevano il CSIR, portando gli effettivi a 230.000 soldati. L’ARMIR, insieme alle armate tedesche, rumene e ungheresi, fu annientata e fu senza dubbio la più grande tragedia che colpì il nostro paese nella Seconda Guerra Mondiale.
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LA BATTAGLIA DI GUADALCANAL NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE.
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Nell’estate del 1942 Stalingrado e il Caucaso erano apparentemente sul punto di cadere nelle mani di Hitler, e Rommel non era lontano dal canale di Suez. La Seconda Guerra Mondiale sembrava dunque prendere una piega ancor più favorevole alle forze dell'Asse. I giapponesi avevano occupato Guadalcanal, nell’estremo Sud delle isole Salomone, e puntavano su Port Moresby, in Nuova Guinea.
Gli americani sbarcarono a Guadalcanal il 7 Agosto 1942. La reazione del Giappone fu pronta e violenta: le perdite in navi e aerei furono pesanti per entrambe le parti, ma i giapponesi ne uscirono sconfitti, dopo più di quattro mesi di scontri, invertendo così l'andamento della Seconda Guerra Mondiale nel Pacifico.
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LA BATTAGLIA DI KURSK NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE.
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Hitler, pur sapendo di non essere in grado di affrontare un’altra offensiva, il 5 Luglio dette il via alla battaglia di Kursk, attaccando da Nord e da Sud il fronte, in prossimità della città. Nel più grande scontro tra forze corazzate della Seconda Guerra Mondiale, i sovietici opposero una strenua resistenza. Hitler sospese le operazioni, perché gli angloamericani erano appena sbarcati in Sicilia. Dopo Kursk, l’iniziativa strategica nell’Europa orientale passò definitivamente all’armata sovietica e le sorti della Seconda Guerra Mondiale volsero a favore degli Alleati definitivamente.
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LA CAMPAGNA D'ITALIA DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE.
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Dopo avere occupato nel Giugno del 1943 Pantelleria e Lampedusa, il 10 Luglio tre divisioni americane, una canadese e tre inglesi sbarcarono in Sicilia, battendo quattro divisioni italiane e due tedesche e superando, il 17 Agosto, l’ultima resistenza dell’Asse. Mussolini era stato rovesciato il 25 Luglio: il nuovo governo italiano, presieduto da Pietro Badoglio, aveva avviato i negoziati firmando il 3 Settembre un armistizio segreto, reso pubblico l’8 Settembre; tutto ciò per effettuare il più vergognoso voltafaccia della Seconda Guerra Mondiale e della storia. I tedeschi, al comando del maresciallo Albert Kesselring, occuparono militarmente l’Italia centrosettentrionale, mentre il governo italiano fuggiva nel Meridione, riparando presso gli Alleati e abbandonando a se stesso l’esercito ed il popolo intero. Mussolini fu liberato dai tedeschi e trasferito al Nord, dove diede vita alla Repubblica Sociale Italiana, ultima a difendere l'onore d'Italia nella Seconda Guerra Mondiale.
Il 3 Settembre truppe dell’VIII Armata, guidate da Montgomery, attraversavano lo stretto di Messina. Il 9 Settembre la V Armata americana, al comando del generale Mark Wayne Clark, sbarcava nei pressi di Salerno; il 12 Ottobre gli angloamericani avevano già stabilito una solida linea attraverso la penisola, dal fiume Volturno, a Nord di Napoli, fino a Termoli, sulla costa adriatica. L'Italia era formalmente fuori dalla Seconda Guerra Mondiale. Per la fine dell’anno la resistenza tedesca aveva fermato gli Alleati a circa 100 km a Sud di Roma. Lo sbarco ad Anzio, il 22 Gennaio del 1944, non permise all’esercito alleato di fare molti progressi, perché i tedeschi si erano attestati lungo il fiume Liri e a Cassino, lungo la cosiddetta linea Gustav, che attraversava l’Appennino fra Termoli e Gaeta. La Seconda Guerra Mondiale in Italia era giunta così ad una fase di completa stasi.
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LA STRATEGIA ALLEATA NEL PACIFICO DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE.
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La strategia della Seconda Guerra Mondiale contro il Giappone fu sviluppata per stadi nel corso del 1943. All’inizio l’obiettivo era di stabilire basi sulla costa cinese, con azioni inglesi e cinesi dalla Birmania e dalla Cina orientale, e incursioni americane sulle isole del Pacifico centrale e sudoccidentale, fino a Formosa e alla Cina. A metà anno fu chiaro che né gli obiettivi britannici né quelli cinesi sarebbero stati raggiunti, e quindi ci si concentrò sugli obiettivi americani per concludere il più rapidamente possibile la Seconda Guerra Mondiale.
Le principali operazioni in questa fase della Seconda Guerra Mondiale ebbero come teatro il Pacifico sudoccidentale, dove le truppe americane e quelle del corpo di spedizione australiano e neozelandese, al comando dell’ammiraglio William Halsey, avanzarono lungo le isole Salomone. Gli australiani e gli americani, al comando del generale MacArthur, costrinsero i giapponesi a ritirarsi lungo la costa orientale della Nuova Guinea. Gli sbarchi al capo Gloucester e in Nuova Britannia nel Dicembre 1943, nelle isole dell’Ammiragliato nel Febbraio del 1944 e nell’isola Emira a Marzo dello stesso anno chiusero in una morsa Rabaul. La guarnigione giapponese di 100.000 uomini non poteva più essere evacuata.
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LA CONFERENZA DI TEHERAN NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE.
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Alla fine di Novembre del 1943 si incontrarono per la prima volta dall'inizio della Seconda Guerra Mondiale, Roosevelt, Churchill e Stalin. Il presidente americano e il primo ministro inglese avevano già approvato il piano d’attacco attraverso la Manica, chiamato in codice Operazione Overlord, e Roosevelt era del parere che si dovesse partire con il piano appena le condizioni meteorologiche fossero state favorevoli, nel 1944. In tal modo si sarebbe dovuto aprire il famoso 'secondo fronte' tanto richiesto da Stalin nella Seconda Guerra Mondiale. Nella conferenza di Teheran, al contrario, Churchill si disse favorevole a dare la precedenza allo sviluppo delle offensive in Italia, nei Balcani e nel Sud della Francia. Stalin si dichiarò d’accordo con Roosevelt e quindi Overlord fu programmato per il Maggio del 1944.
Dopo l’incontro, Eisenhower fu richiamato dal Mediterraneo ed ebbe il comando supremo delle forze alleate, con il compito di organizzare e guidare Overlord, la più famosa operazione della Seconda Guerra Mondiale.
La conferenza di Teheran segnò il punto culminante dell’alleanza interalleata nella Seconda Guerra Mondiale. Contemporaneamente, però, si sviluppavano tensioni nella compagine alleata, via via che le armate sovietiche cominciavano ad avvicinarsi ai confini dei piccoli stati dell’Europa orientale. Stalin aveva troncato ogni relazione con il governo polacco in esilio a Londra, e a Teheran sostenne fermamente che la frontiera sovietico-polacca del dopoguerra dovesse essere quella stabilita dopo la sconfitta polacca del 1939. Inoltre reagì con malcelata ostilità alla proposta di Churchill di un attacco angloamericano nei Balcani.
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LO SBARCO IN NORMANDIA NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE.
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Hitler si attendeva l’invasione dell’Europa nordoccidentale per la primavera del 1944 ed era convinto che, se fosse riuscito a respingere americani e britannici, avrebbe avuto in pugno le sorti della Seconda Guerra Mondiale; successivamente avrebbe concentrato tutte le sue truppe contro i sovietici. Pertanto destinò rinforzi al solo fronte occidentale.
Nel Gennaio 1944 un’offensiva sovietica spezzò l’assedio a Leningrado e fece retrocedere il Gruppo Nord fino alla linea tra il fiume Narva e il lago Peipus. Nuove offensive del Marzo e dell’Aprile ricacciarono i tedeschi nell’ampia distesa tra le paludi del Pripjat e il Mar Nero, cioè fuori dal territorio sovietico. Ormai la strategia tedesca nella Seconda Guerra Mondiale era divvenuta prettamente difensiva.
Il 6 Giugno 1944, il D-Day, giorno dell’invasione secondo il piano Overlord, la I Armata statunitense al comando del generale Omar Bradley e la II Armata britannica al comando del generale Miles Dempsey riuscirono a stabilire teste di ponte in Normandia: cominciò così la campagna che avrebbe portato alla sconfitta tedesca nella Seconda Guerra Mondiale.
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OPERAZIONI SUL FRONTE ORIENTALE NEL 1944 DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE.
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Sul fronte tedesco non vi furono operazioni durante le prime tre settimane del Giugno 1944; Hitler si aspettava un’offensiva sul lato meridionale del fronte, dove i sovietici, dopo la battaglia di Stalingrado, avevano concentrato le forze. La Bielorussia era controllata dal Gruppo Centro, che non prevedeva certo un attacco da quel lato. Tuttavia, il 22 e il 23 Giugno 1944 quattro contingenti sovietici sferrarono l’attacco al Gruppo Centro, sconfiggendolo. Minsk, capitale della Bielorussia, fu presa dai sovietici il 3 Luglio; l’8 la IV Armata tedesca dovette abbandonare i combattimenti, consentendo all’Armata Rossa di dirigersi verso la Prussia orientale e la Polonia. La Germania per la prima volta dall'inizio della Seconda Guerra Mondiale doveva difendere i propri confini.
Nel mese di Luglio un gruppo di ufficiali organizzò un attentato per uccidere Hitler: il 20 Luglio l’esplosione di una bomba piazzata nel quartier generale di Rastenburg, nella Prussia orientale, uccise alcuni ufficiali, ma Hitler ne uscì indenne e la Seconda Guerra Mondiale proseguirà ancora per un anno. Gli ufficiali sospettati di aver preso parte al complotto furono giustiziati.
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LA LIBERAZIONE DELLA FRANCIA NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE.
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Intanto le truppe corazzate sbarcate in Normandia, guidate dal generale George Patton, avevano occupato la Bretagna e si erano spinte all’interno della Francia, conquistando Le Mans, Chartres e Orléans. Il 25 Agosto le forze americane, insieme a quelle della Resistenza francese, guidate dal generale Jacques-Philippe Leclerc, entrarono trionfali a Parigi: entro Settembre quasi tutto il territorio francese era stato liberato dall'occupazione tedesca della Seconda Guerra Mondiale.
Sul fronte occidentale Bradley e Montgomery guidarono l’offensiva che, a nord della Senna, veniva sferrata verso il Belgio, mentre gli americani avanzarono in direzione del confine franco-tedesco. Le truppe di Montgomery conquistarono Anversa il 3 Settembre 1944 e l’11 Settembre le prime guarnigioni americane varcarono il confine tedesco dall'inizio della Seconda Guerra Mondiale. L’offensiva subì a questo punto una fase d’arresto: Montgomery aveva raggiunto le barriere fluviali della Mosa e del Basso Reno, mentre gli americani erano bloccati sulla linea Maginot. Il tentativo di sfondamento operato da Montgomery nella battaglia di Arnhem fu un completo fallimento, certamente uno dei peggiori della Seconda Guerra Mondiale.
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L'INSURREZIONE DI VARSAVIA NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE.
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Il 20 Luglio avanguardie sovietiche raggiunsero le coste del Baltico, nei pressi di Riga, tagliando le vie di comunicazione terrestri del Gruppo Centro con il fronte tedesco. Il 31 Luglio il comandante dell’armata partigiana polacca, generale Tadeusz Komorowski organizzò l’insurrezione di Varsavia. Gli insorti, fedeli al governo anticomunista in esilio a Londra, crearono per diversi giorni gravi disagi ai tedeschi, ma non vennero di proposito supportati dalle forze dell'Armata Rossa.
Un’offensiva sovietica effettuata tra i Carpazi e il Mar Nero a fine Agosto 1944 ebbe come risultato l’armistizio chiesto tre giorni dopo dalla Romania. La Bulgaria, che non aveva mai dichiarato guerra all’Unione Sovietica, si arrese il 9 Settembre. Il 19 e il 20 Ottobre le truppe sovietiche occuparono Belgrado e vi insediarono un governo comunista sotto la guida di Tito. In Ungheria, i sovietici arrivarono alle porte di Budapest alla fine di Novembre. In pratica tutta l'Europa dell'Est era sotto il controllo dell'Unione Societiva e questo fu uno dei peggiori 'risultati' della Seconda Guerra Mondiale.
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GLI ALLEATI IN ITALIA VERSO IL TERMINE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE.
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In Italia, tra la primavera e l’estate del 1944, le armate di Clark, che comprendevano truppe americane, britanniche, francesi e polacche, presero Cassino il 18 Maggio. Cinque giorni dopo, la rottura dell’accerchiamento della testa di sbarco ad Anzio costrinse i tedeschi ad abbandonare la linea Gustav; gli Alleati entrarono a Roma, dichiarata città aperta dal 4 Giugno. L’avanzata continuò verso Nord, ma rischiò di perdere impeto, perché le divisioni americane e francesi avrebbero dovuto essere presto impegnate nell’invasione della Francia meridionale. Dopo aver conquistato Ancona e Firenze, la seconda settimana di agosto, gli Alleati si arrestarono sulla linea Gotica, che bloccò sino a tutto l’inverno l’accesso alla valle del Po e la Seconda Guerra Mondiale si protrasse per tutto un altro anno in Italia.
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OPERAZIONI SUL FRONTE DEL PACIFICO NEL 1944 DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE.
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Le operazioni nel Pacifico contro il Giappone nel 1944 subirono un’accelerazione per porre fine rapidamente alla Seconda Guerra Mondiale: in primavera gli Alleati avevano pianificato un’avanzata al comando del generale MacArthur attraverso la Nuova Guinea, sino alle Filippine. Una seconda operazione sarebbe stata condotta dall’ammiraglio Nimitz attraverso il Pacifico centrale, fino alle isole Marianne e Caroline.
Il 19 e il 20 Giugno la prima flotta mobile dell’ammiraglio nipponico Ozawa Jisaburo incrociò l’unità operativa statunitense 58, comandata dall’ammiraglio Marc Mitscher. Nella battaglia, che passò alla storia come 'battaglia del Mare delle Filippine' e fu una delle più famose della Seconda Guerra Mondiale, i caccia americani abbatterono gran parte degli aerei giapponesi, mentre i sottomarini americani affondarono tre portaerei. Ozawa virò verso Okinawa con 35 aerei rimasti su 326; Mitscher perse soltanto 26 apparecchi e tre navi riportarono danni non gravi.
Il 15 Giugno 1944 le forze americane sbarcarono nell’isola di Saipan, nelle Marianne; il 10 Agosto avevano conquistato Guam, obiettivo chiave della strategia ideata per porre fine alla Seconda Guerra Mondiale. L’isola poteva ospitare le basi per i nuovi bombardieri americani a lungo raggio, i B-29 Superfortress, in grado di raggiungere Tokyo e le città giapponesi. La superiorità navale americana nel Pacifico consentiva di pensare all’invasione del Giappone: i bombardamenti cominciarono nel Novembre 1944, mentre proseguivano le operazioni nelle Caroline e nelle Filippine.
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L'OFFENSIVA DELLE ARDENNE DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE.
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La più importante azione aerea contro la Germania ebbe luogo nell’autunno del 1944: i bombardamenti inglesi e americani colpirono sia obiettivi militari sia le città tedesche. Hitler reagì lanciando contro Londra i missili V1 e V2, le prime armi strategiche della Seconda Guerra Mondiale, ma nel mese di Ottobre le più importanti basi missilistiche di lancio tedesche, situate nel nord-ovest della Francia e in Belgio, furono conquistate dagli Alleati.
L’accorciamento dei fronti a Est e a Ovest e la tregua nei combattimenti di terra avevano permesso a Hitler di costituire una riserva di circa venticinque divisioni da impegnare contro gli angloamericani, partendo dalle Ardenne, attraverso il Belgio, fino ad Anversa, per quella che sarà l'ultima offensiva tedesca della Seconda Guerra Mondiale.
Il 16 Dicembre aveva inizio l’offensiva delle Ardenne: gli Alleati, colti di sorpresa, riuscirono tuttavia a mantenere centri strategici come Saint-Vith e Bastogne fino all’intervento dell’aviazione. L’ultimo tentativo tedesco di riconquistare Anversa venne respinto solo alla fine di Gennaio del 1945. Alla fine di Febbraio l’avanzata alleata verso la Germania riprese per fermarsi solo al termine della Seconda Guerra Mondiale.
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LA CONFERENZA DI JALTA AL TERMINE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE.
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Dal 4 all’11 Febbraio 1945 ebbe luogo la conferenza di Jalta, in Crimea, tra i capi di stato di Stati Uniti (Roosevelt), Gran Bretagna (Churchill) e Unione Sovietica (Stalin). In questa occasione Stalin si impegnò a entrare in guerra contro il Giappone entro tre mesi dalla capitolazione tedesca, in cambio di concessioni territoriali in Estremo Oriente.
Nel corso della conferenza si stabilì inoltre la strategia da seguire contro la Germania e l’organizzazione del paese alla fine della Seconda Guerra Mondiale e vennero inoltre definite le rispettive sfere di influenza da assegnare alle tre potenze che erano sul punto di chiudere vittoriosamente la Seconda Guerra Mondiale. I tre capi di stato concordarono nella costituzione di un Consiglio di Sicurezza, al quale avrebbero partecipato le cinque potenze alleate (USA, URSS, Gran Bretagna, Francia e Cina) con diritto di veto sulle principali questioni internazionali.
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L'AVANZATA SUL RENO NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE.
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All’inizio di Marzo del 1945 le armate alleate raggiunsero il Reno e occuparono teste di ponte tra Bonn e Coblenza e a Sud di Magonza: alla fine del mese, l’intero schieramento tedesco sul fiume crollò; Einsenhower ordinò alle truppe di proseguire verso Est, in modo da concludere il più rapidamente possibile la Seconda Guerra Mondiale.
Il 1 Aprile gli americani accerchiarono il bacino della Ruhr, facendo prigionieri 325.000 soldati tedeschi. Il 5 Aprile gli inglesi varcarono il Weser, puntando verso l’Elba. L’11 Aprile gli Alleati raggiunsero l’Elba vicino a Magdeburgo, e il giorno dopo si formò una testa di ponte sulla riva orientale, a 120 km da Berlino.
Mentre gli inglesi e alcuni americani consideravano Berlino l’obiettivo più importante, per Eisenhower era essenziale che le truppe angloamericane potessero congiungersi con quelle russe più a Sud, tra Lipsia e Dresda. L’Armata Rossa, che si era attestata ai primi di Febbraio sull’Oder, all’inizio di Aprile cominciò a concentrarsi su Berlino, che divenne quindi l’obiettivo prioritario per il termine della Seconda Guerra Mondiale.
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LA RESA DELLA GERMANIA E LA FINE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE IN EUROPA.
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In Italia il 14 Aprile 1945, la V Armata americana e l’VIII Armata britannica lanciarono l’offensiva verso la Pianura Padana. Contemporaneamente i partigiani ebbero l’ordine dell’insurrezione generale dal Comitato di liberazione nazionale Alta Italia ed entrarono nelle grandi città del Nord solo quando le formazioni tedesche e della Repubblica Sociale si ritirarono verso Nord. Mussolini fu catturato nei pressi di Como e fu assassinato il 28 Aprile. Per l'Italia, tutta ed intera, la Seconda Guerra Mondiale era terminata con una sconfitta.
Rappresentanti dei comandi tedeschi in Italia si accordarono con gli Alleati per la conclusione della Seconda Guerra Mondiale; negli stessi giorni la Germania di Hitler soccombeva. Il 16 Aprile cominciò l’avanzata sovietica verso Berlino. Il 20 Aprile la VII Armata americana conquistò Norimberga e, quattro giorni dopo, le armate sovietiche circondarono la capitale. Il 25 Aprile la V Armata sovietica e la I Armata americana si congiunsero a Torgau, sull’Elba, a Nord-Est di Lipsia. L’ultima settimana di Aprile, la resistenza contro gli angloamericani cessò, ma sul fronte orientale le truppe tedesche continuarono a battersi disperatamente contro i sovietici.
Hitler decise di restare a Berlino, mentre la maggior parte dei suoi collaboratori politici e militari si davano alla fuga. Il 30 Aprile, chiuso nel suo bunker, Hitler si suicidò insieme con Eva Braun e, come ultimo atto ufficiale, nominò suo successore l’ammiraglio Karl Dönitz, che chiese la resa tedesca per concludere la Seconda Guerra Mondiale. Il suo rappresentante, generale Alfred Jodl, firmò la capitolazione delle forze armate tedesche nel quartier generale di Eisenhower il 7 Maggio a Reims. La Seconda Guerra Mondiale in Europa era terminata.
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LA RESA DEL GIAPPONE E LA FINE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE NEL MONDO.
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All’inizio del 1945, nel Pacifico, la fine della Seconda Guerra Mondiale non sembrava vicina: la Marina nipponica non era in grado di sferrare attacchi massicci, ma i kamikaze effettuarono azioni suicide durante i combattimenti di Luzon, nelle Filippine, distruggendo 17 navi statunitensi e danneggiandone 50.
Il 19 Febbraio si scatenò la battaglia di Iwo Jima, ultima grande battaglia della Seconda Guerra Mondiale, che si protrasse sino al 16 Marzo: i due aeroporti dell’isola fornirono le basi di lancio per i B-29 statunitensi e permisero ai caccia di appoggiare i bombardieri durante le offensive effettuate sulle città giapponesi. Il 1 Aprile la X Armata americana sbarcò a Okinawa, a 500 km da Kyushu, l’isola più meridionale del Giappone.
Kyushu costituiva l’obiettivo principale; l’attacco fu fissato per il Novembre 1945, anche se una facile vittoria sembrava improbabile. Lo sbarco a Kyushu non avvenne mai: il governo americano adottò una nuova strategia che si basava sull’uso delle armi nucleari.
Altre due bombe erano state costruite e si decise di usarle per costringere il Giappone alla resa e porre così fine alla Seconda Guerra Mondiale. Il presidente americano Truman, succeduto a Roosevelt, ordinò i bombardamenti atomici su Hiroshima e Nagasaki, effettuati il 6 e il 9 Agosto. Intanto, l’8 Agosto, l’Unione Sovietica aveva dichiarato guerra al Giappone; il giorno dopo invase la Manciuria.
Il 14 Agosto l’imperatore Hirohito fece trasmettere via radio un comunicato che annunciava la resa incondizionata del Giappone e la fine della Seconda Guerra Mondiale. Il 2 Settembre, a bordo della corazzata Missouri, nella baia di Tokyo, i rappresentanti del governo nipponico firmarono davanti al generale MacArthur il documento di capitolazione. La Seconda Guerra Mondiale era finalmente terminata.
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