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31 Luglio 2005 - Giudizio:
Rossi A., 'Le guerre delle Camicie Nere - La milizia fascista dalla guerra mondiale alla guerra civile'
Biblioteca Franco Serantini - 223 pagine - 19,00 Euro - Edizione 2005
Incuriosito dal titolo e dalla tematica affrontata, ho acquistato recentemente questo libro; una vera delusione: assolutamente un libro fazioso, nel quale l'unico obiettivo è di denigrare sempre e comunque l'operato dei militi che prestarono servizio nei vari battaglioni CC.NN. sui fronti in cui le Forze Armate italiane si trovarono impegnate. Delle guerre delle Camicie Nere proprio non se ne parla. In tutto il libro sono saltuari i cenni a battaglie o ad avvenimenti bellici in cui furono coinvolti tali battaglioni; in ordine cronologico, sono descritte alcune delle vicende dei reparti, ma in modo assolutamente casuale e sempre per tentare di dimostrare le incapacità di questi soldati.

Inoltre già sfogliando le prime pagine si trovano due paragrafi dal titolo abbastanza eloquente: 'Un esercito va allo sbando, un altro passa al nemico' e 'Per l'onore d'Italia?'. Entrambi danno subito l'idea di cosa l'autore tenterà poi di dimostrare, con argomentazioni che, a mio parere, lasciano davvero a desiderare. Sostanzialmente quindi le tre tesi principali che si cercano di validare sono: incapacità bellica e tendenza alla violenza gratuita da parte dei militi dall'inizio della guerra all'8 settembre, tradimento e passaggio alle forze tedesche nemiche (nemiche??) durante i giorni dell'armistizio, completa sudditanza ai tedeschi e l'aver rivolto le armi contro i propri connazionali durante la guerra civile.

Si trovano poi all'interno del testo delle affermazioni che davvero lasciano senza parole: indifferentemente da come ognuno di noi si voglia porre in relazione a quei giorni e a quegli avvenimenti risulta particolarmente arduo comprendere come le formazioni della RSI, fin dall'inizio attaccate dai partigiani con azioni di guerriglia, possano e vogliano rifiutarsi di rispondere con le armi (vedi pag. 23). La definizione di 'patrioti' per i partigiani titini che combattevano contro l'Esercito Italiano nella primavera del 1943, quindi ben prima del cambiamento avvenuto con l'armistizio, lascia a tutti comprendere da che parte può stare l'autore (vedi pag. 165).

Inoltre nel libro compaiono anche alcune inesattezze o distorsioni della realtà: 'Per finire questa carrellata, uno sguardo anche a chi aveva deciso di entrare definitivamente in una forza armata tedesca, ossia gli uomini della ex 89 legione cc.nn., confluita nelle Waffen SS, ma da essere ritenuta pur sempre un reparto sui generis, tanto da non meritarsi, a differenza di tutti gli altri volontari stranieri di Himmler, né la divisa tedesca, né le mostrine nere distintive di tutti gli altri reparti dello Schwarze Korps, il corpo dei 'volontari neri' di Himmler; dopo il sommario addestramento a Munzingen, il Miliz regiment De Maria rientrò in Italia nel 1943, venendo subito utilizzato in Piemonte contro i partigiani. Unico caso fra le unità provenienti dalla MVSN, e proprio a causa della sua dipendenza dalle Waffen SS, un suo distaccamento fu impiegato (senza destare particolare entusiasmo) sul fronte di Anzio contro gli alleati: il battaglione SS Degli Oddi, dal nome del suo comandante, il toscano Federigo Degli Oddi, a tutti gli effetti era infatti ancora organicamente il 97 battaglione MVSN di Siena'. (dalle pagine 204-205). Per una corretta esposizione dei fatti relativi alla 29 Divisione Waffen SS si rimanda anche a quanto presente nell'enciclopedia on line Wikipedia e qui riportato.

Un giudizio assolutamente negativo per un libro in cui sono numerosi i passaggi denigratori e di parte, veramente al limite per chi vuole giudicare con obiettività quel periodo storico e gli uomini che ne furono protagonisti.
Le guerre delle Camicie Nere - La milizia fascista dalla guerra mondiale alla guerra civile