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| Recensioni |
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29 Agosto 2005 - Giudizio:
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Irving D., 'Norimberga - Ultima battaglia'
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Edizioni Settimo Sigillo - 433 pagine - 39,00 Euro - Edizione 2002
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David Irving è sicuramente uno dei più grandi ricercatori storici contemporanei e questo libro è all'altezza delle sue precedenti opere. Tutto quanto affermato nel testo è frutto di un meticoloso lavoro di ricerca in archivi pubblici e privati, nel miglior stile dello scrittore.
Nel libro vengono descritte tutte le fasi preparatorie al processo, la vita dei detenuti e degli altri protagonisti (giudici, pubblica accusa e testimoni), le fasi più significative dei dibattimenti, gli epiloghi dei diversi condannati. Senza mai sminuire o negare le responsabilità tedesche durante il conflitto, analizza le palesi contraddizioni di tutta la vicenda; prima fra tutte il fatto che diversi crimini attribuiti ai tedeschi erano stati compiuti anche dagli Alleati.
Emergono in più punti i momenti d'imbarazzo della pubblica accusa nel formulare gli atti di accusa verso i dirigenti politici e militari tedeschi, di fronte al fatto che per esempio, grazie al patto Ribbentrop-Molotov fra Germania e Unione Sovietica, i tedeschi invasero la Polonia con la partecipazione attiva dei sovietici e la conseguente spartizione fu pianificata a tavolino dalla due nazioni.
Inoltre proprio mentre aveva luogo il processo, migliaia di soldati e civili tedeschi venivano inviati in Unione Sovietica come lavoratori forzati o vivevano in condizioni disperate nei campi di prigionia appositamente costrutiti dagli Alleati; si calcola che circa un milione di questi morirono per le pessime condizioni di vita, per le uccisioni arbitrarie o per le epidemie non curate.
Un giudizio sicuramente positivo per un libro che svela i retroscena e le contraddizioni del più grande e famoso processo del secolo scorso.
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