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Esercito Repubblicano - Divisione alpina Monterosa
ORGANICI E QUADRI DEL COMANDO DIVISIONE E DEI REPARTI DIVISIONALI.
COMANDO.
Comandante Colonnello Manfredini Umberto, successivamente Generale Ricci Goffredo, successivamente Generale Carloni Mario, successivamente Colonnello Milazzo Giorgio.
Ufficiale d'ordinanza Tenente Henzel Vittorio.

ENTI E REPARTI DIVISIONALI - QUARTIERE COMANDO.
Comandante Capitano Gervasini Angelo.

ENTI E REPARTI DIVISIONALI - 1 SEZIONE GNR MOBILE.
Comandante Capitano Civetta Maurizio, successivamente Tenente Gavotti Ludovico.

ENTI E REPARTI DIVISIONALI - TRIBUNALE.
Presidente Tenente Colonnello Farinacci Armando, successivamente Tenente Colonnello Chierici Policarpo.

ENTI E REPARTI DIVISIONALI - CARCERE.
Comandante Sottotenente Cristiani Mauro.

ENTI E REPARTI DIVISIONALI - DEPOSITO.
Comandante Colonnello Ferrari Mario, successivamente Tenente Colonnello Pagani Benedetto.

ENTI E REPARTI DIVISIONALI - COMANDO ADDESTRAMENTO REPARTI COMPLEMENTI.
1 Compagnia Complementi Alpini.
1 Compagnia Mista.

TRUPPE D'INTENDENZA - BASE DI ORZINUOVI.
Comandante Capitano Lamonica Rigoberto.
1 Compagnia Amministrazione.
1 Compagnia Panettieri.
1 Compagnia Macellai.
1 Compagnia Veterinaria.
1 Compagnia Officina.
1 Compagnia Sussistenza.
Compagnia Rifornimenti.
Compagnia Operai.

SERVIZIO SANITARIO.
Comandante Capitano Micheletti.
101 Compagnia Sanità.
1 Compagnia Sanità.
1 Sezione Autoambulanze.

1 GRUPPO RIFORNIMENTI.
Comandante Maggiore Guidoboni Carlo, successivamente Capitano Kossutta Giovanni, successivamente Capitano Giustetta, successivamente Capitano Zoppi.
Comando.
Compagnia Comando.
1 Compagnia Carreggio.
2 Compagnia Ippotrainata.
3 Compagnia Ippotrainata.
1 Compagnia Autocarri.
2 Compagnia Autocarri.

1 GRUPPO ESPLORANTE.
Comandante Maggiore Candelo Girolamo, successivamente Capitano Weintz, successivamente Tenente Colonnello Andolfato Emanuele, successivamente Maggiore Villa.
Comando.
Squadrone Comando.
1 Squadrone Leggero.
2 Squadrone Leggero.
3 Squadrone Pesante.
1 Compagnia Anticarro.

1 BATTAGLIONE PIONIERI.
Comandante Capitano poi Maggiore Visio Agamennone, successivamente Maggiore Taggiasco.
Comando.
Compagnia Comando.
1 Compagnia Autieri.
2 Compagnia.
3 Compagnia.

1 GRUPPO COLLEGAMENTI.
Comando.
Compagnia Comando.
1 Compagnia.
2 Compagnia.
3 Compagnia.

101 BATTAGLIONE COMPLEMENTI IVREA.
Comandante Maggiore Faccioli Raffaele, successivamente Capitano Bonemazzi Alberto.
Comando.
Compagnia Comando.
1 Compagnia.
2 Compagnia.
3 Compagnia.
4 Compagnia.

BATTAGLIONE OPERATIVO SALUZZO.
Comandante Maggiore Della Valle.
Comando.
Compagnia Comando.
1 Compagnia.
2 Compagnia.
3 Compagnia.
4 Compagnia.

BATTAGLIONE OPERATIVO VESTONE.
Comandante Maggiore Paroldo Cesare.
Comando.
Compagnia Comando.
1 Compagnia.
2 Compagnia.
3 Compagnia.
4 Compagnia.
Esercito Repubblicano - Divisione alpina Monterosa
ORGANICI E QUADRI DEL 1 REGGIMENTO ALPINO.
COMANDO.
Comandante Colonnello Farinacci Armando, successivamente Colonnello Pasquali Arnaldo.

COMPAGNIA COMANDO REGGIMENTALE.
Comandante Tenente Pozzoli, successivamente Capitano Bravetti Mario, successivamente Tenente Casali Arturo, successivamente Gosen Priamo, successivamente Casali Arturo.
Colonna Leggera.
101 Compagnia Cacciatori Carro.
17 Compagnia.

1 BATTAGLIONE AOSTA.
Comandante Tenente Colonnello Chierici Policarpo, successivamente Capitano Appoggi Franco, successivamente Maggiore Trucco Giovanni, successivamente Maggiore Guarini Paolo.
Compagnia Comando.
1 Compagnia.
2 Compagnia.
3 Compagnia.
4 Compagnia.
5 Compagnia.

2 BATTAGLIONE BASSANO.
Comandante Tenente Colonnello Nanni Cipriano, successivamente Tenente Colonnello Alberton, successivamente Capitano Molinari Mario.
Compagnia Comando.
6 Compagnia.
7 Compagnia.
8 Compagnia.
9 Compagnia.
10 Compagnia.

3 BATTAGLIONE INTRA.
Comandante Capitano Fornasari Mario, successivamente Capitano Appoggi Franco.
Compagnia Comando.
11 Compagnia.
12 Compagnia.
13 Compagnia.
14 Compagnia.
15 Compagnia.
ORGANICI E QUADRI DEL 2 REGGIMENTO ALPINO.
COMANDO.
Comandante Colonnello Manfredini, successivamente Colonnello Chierici Policarpo, successivamente Colonnello Milazzo Giorgio.

COMPAGNIA COMANDO REGGIMENTALE.
Comandante Tenente Bagolan, successivamente Capitano Codermatz, successivamente Capitano Trevisanato Luigi, successivamente Capitano Perotti Francesco.
Colonna Leggera.
102 Compagnia Cacciatori Carro.

1 BATTAGLIONE BRESCIA.
Comandante Maggiore Pasquali Arnaldo, successivamente Capitano Locatelli, successivamente Maggiore Ferrarese Felice.
Compagnia Comando.
1 Compagnia.
2 Compagnia.
3 Compagnia.
4 Compagnia.
5 Compagnia.

2 BATTAGLIONE MORBEGNO.
Comandante Maggiore Pogliani, successivamente Tenente Colonnello Pozzo Benvenuto, successivamente Maggiore Roggero Adriano, successivamente Capitano Malingher Lorenzo, successivamente Capitano Pezzolini Carlo.
Compagnia Comando.
6 Compagnia.
7 Compagnia.
8 Compagnia.
9 Compagnia.
10 Compagnia.

3 BATTAGLIONE TIRANO.
Comandante Maggiore Gardini Augusto, successivamente Tenente Pola Mario, successivamente Maggiore Glarey Serafino, successivamente Capitano Barbi Francesco, successivamente Capitano Schileo Ruggero.
Compagnia Comando.
11 Compagnia.
12 Compagnia.
13 Compagnia.
14 Compagnia.
15 Compagnia.
ORGANICI E QUADRI DEL 1 REGGIMENTO ARTIGLIERIA.
COMANDO.
Comandante Tenente Colonnello Binda, successivamente Tenente Colonnello D'Antonio Cesare Tobia, successivamente Tenente Colonnello Bertazzoni, successivamente Tenente Colonnello Grossi Luigi.

BATTERIA COMANDO REGGIMENTALE.
Comandante Capitano De Rege Felice, successivamente Capitano D'Ormea Olfredo, successivamente Capitano Becherucci Luigi, successivamente Capitano Tuci.

1 GRUPPO AOSTA.
Comandante Maggiore Colloridi, successivamente Maggiore Colonna Mario, successivamente Capitano Mondini Ettore, successivamente Maggiore Folli Bruno.
Batteria Comando.
1 Batteria.
2 Batteria.
3 Batteria.

2 GRUPPO BERGAMO.
Comandante Maggiore Anzil Giuseppe.
Batteria Comando.
4 Batteria.
5 Batteria.
6 Batteria.

3 GRUPPO VICENZA.
Comandante Capitano Gheza Pietro, successivamente Capitano Foli Alessandro, successivamente Capitano Santini Roberto.
Batteria Comando.
7 Batteria.
8 Batteria.
9 Batteria.

4 GRUPPO MANTOVA.
Comandante Maggiore Pace Salvatore.
Batteria Comando.
10 Batteria.
11 Batteria.
12 Batteria.
LA LORO STORIA.
La Divisione alpina Monterosa fu la prima delle quattro grandi unità ad essere costituita nel Dicembre 1943 con l'invio di circa 1.000 uomini dei primi scaglioni al campo di addestramento di Munzingen in Germania. Qui i nostri soldati si trovarono ad affrontare un'impostazione ed un addestramento profondamente diversi da quelli classici presenti nell'Esercito Italiano. Inoltre, al contrario di quanto presente in Italia, i grandi campi d'addestramento tedeschi erano forniti di ogni struttura per preparare ufficiali, sottoufficiali e soldati alla guerra, con i risultati eccellenti che le truppe tedesche stavano comunque dando su tutti i fronti in cui erano impegnate.

Verso i primi giorni del Gennaio 1944 furono costituiti i reparti organici, anche se alcuni reparti erano dislocati al campo di Heuberg. Solo nel Maggio 1944, a conclusione del ciclo di addestramento, tutti i reparti si riunirono al campo di Munzingen per terminare questa prima fase, che durerà fino al mese di Luglio, ed apprestarsi a rientrare in Italia. Poco prima di effettuare il rientro in Patria, il comando della grande unità viene preso dal Generale Mario Carloni, ufficiale pluridecorato e già distintosi sui vari fronti in cui si trovò impegnato.

Esattamente il 17 Luglio Mussolini visitò la divisione e come risulta dalla famosa fotografia, gli si parò davanti il superbo e compatto schieramento di ben 20.000 penne nere, addestrate e pronte al rientro. Alla data la divisione poteva contare su circa 650 ufficiali, su oltre 1.000 mitragliatrici leggere e pesanti, 50 mortai da 80 mm., 36 obici da 75/13, 12 obici da 105/17, 21 cannoni da 57 mm., 36 Panzerschrecht, 144 Panzerfaust, 12 mitragliere contraeree da 20 mm., 24 lanciafiamme, 1.500 mitra, 6 autoblinde e circa 2.500 quadrupedi. Un nucleo tedesco di collegamento e delle sezioni di gendarmeria divisionale, formate da elementi della Guardia Nazionale Repubblicana e aggiuntesi solo al rientro in Italia, completeranno i quadri della divisione alpina.

I reparti iniziarono dunque a rientrare in Italia dalla fine del Luglio 1944 e furono subito inseriti nel nuovo Corpo d'Armata Lombardia, posto al comando del generale tedesco Jam, a sua volta inserito nell'Armata Liguria al comando del Maresciallo Graziani. Obiettivo prioiritario era la difesa del tratto ligure orientale da eventuali operazioni di sbarco alleate; le truppe furono così schierate da Genova esclusa a La Spezia esclusa.
Cartina Divisione alpina Monterosa
Il 1 reggimento presidiò la costa fra Nervi e Cavi, il 2 reggimento si dislocò fra Cavi e Levanto; furono messi in linea due battaglioni per reggimento, con il terzo in riserva e pronto all'uso. Lo schieramento delle artiglierie fu effettuato in modo da fornire il massimo appoggio a tutto lo schieramento. Contemporaneamente alla dislocazione dei reparti, iniziarono i primi attacchi partigiani nei confronti di soldati isolati; tutto ciò allo scopo di esasperare il clima fin'ora tranquillo e provocare le prime rappresaglie. Rappresaglie, è bene ricordarlo, che colpirono quasi sempre e purtoppo la popolazione civile.

Le attività furono qui dunque di presidio e di contenimento verso l'incalzante attività dei ribelli che, attraverso agguati ed imboscate, iniziarono ad infastidire l'attività della divisione. Nessuno sbarco si verificò e nessuna operazione militare fu intrapresa, se non operazioni locali contro i partigiani presenti nelle retrovie. Fu invece ampliato il settore controllato dalla Monterosa, occupando tutta una serie di paesi più o meno grandi nelle valli che dal mare s'inoltravano verso i passi appenninici.

Alla fine del Settembre 1944 fu creato un gruppo da combattimento, composto dai battaglioni 'Bassano' e 'Tirano' e dal gruppo d'artiglieria 'Vicenza' per fornire appoggio alla 5 divisione da montagna tedesca, operante alla frontiera francese; tutto ciò a seguito della minaccia alleata verso il fronte alpino occidentale. Di conseguenza lo schieramento lungo la costa ligure fu ridotto ai due battaglioni per reggimento rimanenti; le retrovie furono invece sorvegliate dai tre battaglioni di complementi, nel frattempo formatisi.

Tutte le normali attività quotidiane di presidio e le operazioni relative alle nuove dislocazioni richieste alla divisione furono costantemente infastidite dalle solite azioni dei ribelli che, con i soliti agguati, colpivano le truppe isolate o le colonne di rifornimento. La Monterosa, anche di fronte a questa situazione, si limiterà allo stretto necessario per garantirsi le vie di comunicazione, senza mai peraltro attuare delle azioni di rappresaglia verso i partigiani presenti in zona.

A seguito di ulteriori combattimenti avvenuti lungo la linea Gotica, la divisione fu costretta ancora una volta a fornire un numero davvero consistente di uomini da destinare al fronte della Garfagnana. Tale spostamento avvenne quindi dal 16 Ottobre del 1944 e in Liguria rimase solo un raggruppamento, mentre il grosso della divisione partì per il nuovo fronte.

Si spostarono così il comando della divisione che volle seguire gli alpini finalmente impegnati direttamente contro le truppe alleate, il comando del 1 reggimento con i battaglioni 'Intra', 'Brescia' ed una compagnia dell''Aosta', il gruppo esloratori divisionale, i battaglioni pionieri e collegamenti, la compagnia divisionale anticarro, il comando del reggimento artiglieria con i gruppi 'Bergamo' e 'Mantova'; rimanevano in Liguria i restanti reparti. La divisione si trovava così impegnata su tre fronti distanti fra loro e senza collegamenti diretti fra le truppe.
Cartina Divisione alpina Monterosa
Gli 8.000 uomini si schierarono così dunque nella Valle del Serchio, mentre il comando divisionale si traferì a Pallerone nei pressi di Aulla. Le truppe andavano a sostituire lungo la linea del fronte la provata 42 divisione Cacciatori tedesca al comando del generale Yost ed entrava a far parte della 14 Armata tedesca. Di fronte ai nostri alpini erano schierati i reparti del Corpo di spedizione brasiliano.

A pochissimi giorni dallo schieramento dei battaglioni, ed esattamente il 28 Ottobre, i brasiliani attaccarono l'unica compagnia dell''Aosta' presente; la stessa dopo strenua resistenza fu travolta e le truppe alleate penetrarono nello schieramento italiano. Solo il 31 Ottobre dopo diversi combattimenti le nostre forze rioccuparono integralmente il settore loro assegnato, posizionando un maggiore numero di reparti sulla linea del fronte.

Solo nei primi giorni di Novembre l'intera divisione prese possesso dei settori assegnati che andavano quindi dal Monte Altissimo sul versante massese delle Alpi Apuane al Monte Romecchio sul crinale appenninico, in mezzo da nord a sud la Valle del Serchio ed il fiume omonimo che suddivideva in due lo schieramento della divisione.

A destra della divisione era schierata la 139 di fanteria tedesca, a sinistra la 232 di fanteria tedesca; di fronte le truppe brasiliane furono sostituite dalla 92 divisione di fanteria americana. Fra il 13 ed il 17 Novembre tali truppe attaccarono i presidi italiani che solo in parte furono occupati, ma rinconquistati successivamente dal gruppo esplorante divisionale e dal battaglione San Marco dell'omonima divisione. La risposta italiana non tardò ad arrivare ed infatti aumentarono le attività di pattugliamento ed esplorazione verso la postazioni nemiche.

Nella seconda decade di Dicembre fu pianificata un'operazione offensiva, la famosa Winter-Gewitter; tale offensiva fu inizialmente pianificata per un numero decisamente superiore di truppe attaccanti e con obiettivi maggiori rispetto a quelli che poi in realtà furono impostati; tutto ciò a causa dello scarso numero di forze presenti. Si ridusse così ad un'offensiva mirata nel solo settore Serchio-Apuane. Un'offensiva che in realtà fu così efficace tanto da far rimpiangere il non aver utilizzato più truppe per conseguire maggiori risultati.

La notte fra il 25 ed il 26 Dicembre le colonne italo-tedesche uscirono dalle proprie posizioni ed attaccarono le truppe alleate posizionate di fronte; diverse località furono raggiunte e conquistate e gli Alleati si ritirarono. In effetti la sorpresa era riuscita in pieno e tutta la linea del fronte, per circa 20 chilomentri, era in piena ritirata. Gli americani abbandonarono così numeroso materiale, senza dubbio molto utile per le nostre truppe; furono così catturati cannoni, mitragliatrici e munizioni in quantità notevole.

Il 30 Dicembre tutti gli obiettivi furono raggiunti e per mancanza di uomini e mezzi l'offensiva terminò; le truppe si posizionarono sulle nuove posizioni appena conquistate. La 92 divisione di fanteria americana si era ritirata a tal punto da essere tolta dal fronte per essere riordinata e fu sostituita dalla 10 divisione indiana che nei giorni successivi occupò quelle posizioni che divennero poi la nuova linea del fronte.

Frattanto il gruppo da combattimento della divisione schierato sul fronte alpino occidentale aveva preso posizione nelle zone assegnate: nel Cuneense e precisamente in Val Varaita, in Val Maira, in Val Chisone e in Valle Stura.
Cartina Divisione alpina Monterosa
Per tutto l'autunno del 1944 le truppe americane e francesi avevano solo tentato fastidiose puntate offensive e tiri di artiglieria verso le nostre truppe. Con l'avvicinarsi della stagione invernale, però si ebbe sentore di operazioni alleate più consistenti e pertanto venne deciso d'inviare su tale fronte ulteriori reparti della Monterosa precedentemente schierati in Garfagnana. Rimasero qui solo il battaglione 'Intra', il gruppo d'artiglieria 'Bergamo' e due compagnie del 1 reggimento; gli altri reparti furono sostituiti dalla divisione Italia giunta appositamente.

Furono così spostati in Piemonte circa 10.000 uomini che si schierarono fino ad Aosta per difendere e presidiare i valichi con la Francia. Anche in questa nuova situazione i nostri alpini si trovarono a dover fronteggiare la strisciante 'guerra' partigiana, fatta di esecuzioni sommarie ed imboscate; episodi che non mutarono in alcun modo le sorti del conflitto o degli avvenimenti locali, ma mieterono diverse vittime fra le nostre truppe.

Le truppe francesi non riuscirono mai a raggiungere il vecchio confine italo-francese, grazie alla tenace resistenza delle truppe alpine. Tra il 24 ed il 25 Aprile tutte le forze schierate sul fronte alpino ricevettero l'ordine di raggiungere il fondo valle. Tale ordine fu rispettato da tutti i reparti che abbandonarono le posizioni in perfetto ordine e con l'armamento al seguito.

Giunti così all'epilogo, tutti i reparti rimasero compatti e di volta in volta si arresero e consegnarono le armi o agli Alleati sopraggiunti, o ai vari CNL locali. Analoga sorta ebbero le truppe schierate ancora in Garfagnana o nei vari distaccamenti sparsi sul territorio nazionale. Ma la storia dei singoli soldati della Monterosa non terminò certo con quest'ultimo triste epilogo: chi sfortunatamente finì nelle mani dei partigiani, subì solitamente maltrattamenti e pestaggi, in molti casi la morte con la conseguente scomparsa del corpo. Furono centinaia i soldati assassinati dai 'liberatori', uomini, quest'ultimi, che per mesi avevano dovuto colpire nell'ombra e con sistemi tutt'altro che legali.

La Monterosa aveva cessato di esistere; nei circa 600 giorni di vita aveva combattuto e difeso i confini d'Italia dai nemici di sempre e da quegli italiani che erano passati al nemico; compresi gli assassinati dopo il 25 Aprile, furono oltre mille i caduti ed i dispersi.