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I crimini dei vincitori - I sovietici in Polonia
I ripensamenti covavano solo in Churchill. 'Non possiamo permettere', continuava a dire al suo medico curante, 'che la Polonia diventi un semplice Stato-marionetta della Russia, dove le persone che non sono d'accordo con Stalin vengono liquidate'. Aveva perso l'euforia portatasi da Mosca ed era impressionato di come l'Armata Rossa, appena entrata nel paese, aveva subito cominciato ad eliminare i superstiti della rivolta di Varsavia, accusandoli di essere agenti dei tedeschi, e lo preoccupavano i discorsi minacciosi del governo di Lublino all'indirizzo dei partiti e dei combattenti dell'esercito di Anders e, infine, cercava soluzioni a garanzia dell'avvenire democratico di quel paese. [...] Le preoccupazioni espresse da Churchill trovavano conferma nel fatto che i resistenti polacchi dell'Armia Krajowa erano per il Cremlino come scrive Garder, Michel (Une guerre pas comme les autres; la guerre germano-soviétique, Parigi, La Table Ronde, 1962), 'un'emanazione della cricca reazionaria polacca di Londra, i cui dirigenti, oltre al vassallaggio al capitalismo ed il loro campanilismo borghese, avevano avuto l'audacia di affermare che il massacro di Katyn era stato opera della NKVD (la polizia politica sovietica dal 1934 al 1946)'. Per questa ragione li perseguitarono come collaborazionisti alla stessa stregua dei resistenti lituani della Delegatura Zondu e degli ucraini dell'UPA. Ancora due mesi dopo Yalta e nonostante le intese intercorse fra gli alleati, i sovietici arrestarono 15 dei 16 capi della resistenza polacca recatisi a Mosca per discutere l'allargamento del governo insediatosi a Varsavia. (da 'E malediranno l'ora in cui partorirono', pag.100)
Presso la sopraddetta località di Starobelsk - nella quale era da ottobre insediato il comando dell'Armir - la polizia di Stalin aveva, una trentina di mesi prima, perpetrato un massacro analogo a quello di Katyn. In sintesi: gli ufficiali e cappellani polacchi catturati dai russi durante l'invasione della Polonia (autunno 1939) erano stati quasi tutti chiusi - insieme con altri nuclei di militari di grado inferiore - nei tre lager di Kozelsk, di Ostackov e, appunto, di Starobelsk: si trattava in totale di circa 15.000 uomini. Dalla primavera 1940 di tali prigionieri s'era smarrita ogni traccia. Dopo il nostro rimpatrio, i tedeschi scoprirono nel bosco di Katyn presso Smolensk - ed esumarono nell'aprile 1943, alla presenza di rappresentanti della Croce Rossa Internazionale - i corpi di quelli ch'erano stati chiusi nel non lontano lager di Kozelsk, in totale 4.413: avevano le mani legate dietro la schiena con filo di ferro, e risultavano pressoché tutti uccisi con un colpo di pistola alla nuca. Come si poté ricostruire in base a brandelli di giornali russi trovati nelle tasche dei cappotti, la loro morte risaliva all'aprile 1940. I corpi di quelli chiusi nei lager di Starobelsk e di Ostackov non sono stati invece finora trovati. (da 'I più non ritornano', pag.234-235)
La Germania e l'URSS avevano stabilito, a Mosca il 23 agosto, il confine delle loro sfere d'influenza a Varsavia, ma dopo l'invasione esso divenne (accordo tedesco-sovietico del 28 settembre) Brest-Litovsk. Per chi avesse dubbi, a paragonare i due domini basti questo: la Germania hitleriana instaurò un regime di terrore, ma con la Gestapo collaborò la NKVD (la polizia segreta sovietica) nel reprimere le forze partigiane polacche. Mentre nella loro 'fetta' di Polonia i nazisti uccidevano migliaia e migliaia di persone, gli stalinisti liquidarono a Katyn (con munizioni tedesche) nell'aprile del 1940 oltre 4.000 prigionieri polacchi. Inoltre deportarono dalla Polonia orientale 900.000 persone. Entrambi, sia i nazisti, sia gli stalinisti, decimarono la classe dirigente ed intellettuale. (da 'In nome della resa', pag.31)
La fede che l'Armata Rossa sarebbe presto giunta a Varsavia indusse il 1° agosto i polacchi della capitale a ribellarsi ai tedeschi sotto la guida di Tadeusz Bór Komorowski, capo dell'Armija Krajowa, cioè l'Armata Nazionale fedele al governo polacco di Londra. Le forze contrapposte erano: 2.500 insorti contro 15.000 soldati tedeschi. Senonché la scoperta delle 'Fosse di Katyn', il 13 aprile 1943, contenenti le salme di oltre 4.000 ufficiali polacchi, aveva indotto Mosca alla rottura delle relazioni diplomatiche con il governo polacco di Londra che condivideva la tesi tedesca della responsabilità sovietica. Il 21 luglio 1944 Stalin fece perciò costituire un Comitato dì Lublino, formato da comunisti polacchi con il chiaro scopo di creare un controgoverno. Il risultato immediato fu che l'Armata Rossa (anche se realmente sconfìtta, il 26 agosto, da 4 divisioni corazzate tedesche davanti alla capitale polacca) rimase inerte per tutta la seconda metà di settembre, senza cercare di aiutare in qualche modo gli insorti. Stalin, poi, vietò agli aerei anglo-americani che cercavano di rifornirli di atterrare, per far benzina, nel territorio sotto controllo sovietico. Alla fine, cosi, gli insorti, anche se saliti a 40.000, vennero sconfitti: ben 22.000 di loro furono messi fuori combattimento. Il 3 ottobre gli insorti capitolarono, ottenendo dal generale delle Waffen-SS von dem Bach-Zelewski il trattamento di prigionieri di guerra. (da 'In nome della resa', pag.502)
Nella primavera del 1940 a Katyn e altrove, come è risaputo e come è stato ammesso dal governo sovietico, la polizia segreta comunista Nkvd aveva liquidato 15 mila ufficiali e intellettuali polacchi catturati nel settembre 1939 durante l'invasione sovietica della Polonia e poi trasferiti nei campi di concentramento di Kozielsk, Starobielsk e Ostashkov. Tutti quegli uomini, prima di essere assassinati con un proiettile alla nuca e con le mani legate con filo spinato, avevano dovuto scavare la loro fossa. (da 'Norimberga ultima battaglia', pag.68)